Teoria del gender, spiegazione semplice: cos’è e cosa significa

Che cos'è la teoria del gender, spiegazione semplice e cosa significa. Dal "complotto" del gender agli studi di genere.

Teoria del gender, che cos’è? Cosa significa? Una spiegazione semplice delle teorie di genere e delle polemiche e discussioni politiche che infiammano il parlamento da qualche anno a questa parte.

Teoria del gender, che cos’è: spiegazione semplice

Da diversi anni ormai il termine “Teoria del gender” è finito sulla bocca di tutti. Ogni volta che l’attenzione mediatica torna ad occuparsi di orientamento sessuale identità di genere, risbucano le discussioni su un presunto tentativo della “Lobby LGBT” di cancellare le differenze tra i due sessi.

La discussione è sempre molto accesa e a volte ben poco costruttiva, e non è sempre facile restare al passo. Ma quindi, che cosa si intende con Teoria del gender? Che cosa significa esattamente?

Come nasce la “Teoria del gender”: esiste o no?

Questa espressione è un neologismo nato in ambiente cattolico e conservatore che non si riferisce in realtà ad una teoria precisa.  Secondo gli attivisti che si oppongono alla presunta “Teoria del gender”, i “genderisti” punterebbero ad eliminare completamente le differenze tra uomini e donne, proclamandone l’uguaglianza assoluta anche a livello biologico.

Il tutto allo scopo di distruggere l’ordine sociale e la famiglia tradizionale, forzando i giovani a “cambiare sesso” o a sposare individui dello stesso sesso.

Gli attivisti “no-gender”, contrari a questo supposto malefico progetto, si oppongono di conseguenza ad ogni intervento di lotta contro la discriminazione, o di sensibilizzazione LGBT nelle scuole. Secondo movimenti come Pro Vita Onlus, dietro queste lotte per i diritti si nasconderebbe “l’equiparazione di ogni forma di unione e di famiglia e la normalizzazione di quasi ogni comportamento sessuale”.

In realtà non esiste un’effettiva teoria o agenda del gender. Si tratta in realtà di un concetto usato per screditare e semplificare gli studi di genere, distorcendone e demonizzandone i concetti.

Gli studi di genere, o gender studies, sono un ampio campo di indagine che interessa varie discipline. Tali studi hanno lo scopo di studiare il significato sociale e culturale della sessualità e dell’identità sessuale. A differenza da quanto sostenuto dai no-gender, l’esistenza di un sesso biologico non è mai messa in dubbio dagli studi di genere.

Questo resta sempre determinato alla nascita. Da cosa nasce quindi la confusione? La “teoria del gender” nasce da una distorsione del concetto di genere, secondo gli studiosi un aspetto separato rispetto al sesso biologico. A differenza del sesso, infatti, il genere è un costrutto socio-culturale che dipende da fattori diversi da quelli biologici.

Gli studi di genere: sesso, identità di genere e orientamento sessuale

Secondo tali studi, il sesso biologico non basta a definire l’identità di una persona, che è influenzata anche da identità di genere, ruolo di genere ed orientamento sessuale.

Si tratta di parti distinte ma interconnesse dell’identità di ogni individuo. Il sesso biologico è l’insieme di tratti biologici e fisici che rendono una persona maschio o femmina. L’identità di genere è invece il senso di appartenenza a un genere con cui l’individuo si identifica, il sentirsi uomo o donna. Tale identità tende a formarsi già in tenera età. Con ruolo di genere si intende l’insieme di aspettative e di ruoli legati all’essere uomo o donna in una specifica epoca o società.

Infine, l’orientamento sessuale indica l’attrazione sessuale, affettiva o romantica verso il sesso opposto, lo stesso sesso o entrambi.

Lo scopo delle iniziative che vorrebbero portare più sensibilizzazione nelle scuole non è quello di “cancellare la famiglia tradizionale”, ma di portare maggior rispetto e una maggior consapevolezza. “Nelle nostre scuole a differenza di quanto si è fatto in altri Paesi, non c’è mai stata una vera e propria educazione sessuale.” – spiega a Wired Nicla Vassallo, ordinario di filosofia teoretica all’Università di Genova- “Anche per questo l’Italia è arretrata rispetto alla considerazione delle categorie di sesso e genere.

Eppure, educare i genitori e dare informazioni corrette agli insegnanti affinché parlino in modo ragionato, e non dogmatico, di sesso, orientamento sessuale, identità e ruoli di genere, a figli e scolari è molto importante perché sono concetti determinanti per comprendere meglio la nostra identità personale. E per essere cittadini occorre sapere chi si è”.