Sessismo in TV: l’intervista a Berger e Alesi del ’95 (VIDEO)

Sessismo in tv, il fuori onda del '95, dell'intervista ai piloti Ferrari Gerhard Berger e Jean Alesi: ignorano la giornalista e la molestano.

Sessismo in Tv, quella vecchia intervista di Claudia PeroniGerhard Berger e Jean Alesi ora ha ben altro significato. Si torna a parlare di molestie e discriminazione verso le donne nel mondo televisivo dopo l’episodio Greta Beccaglia e il post di Cinzia Fiorato.

 

Sessismo in TV: l’intervista a Berger e Alesi nel ’95 (VIDEO)

Dopo il caso di Greta Beccaglia, giornalista molestata in diretta all’uscita dallo stadio, si è tornati a parlare di sessismo in tv. Ne ha parlato anche Cinzia Fiorato, ex conduttrice del TG1, che ha descritto in un lungo post su Facebook una carriera piena di discriminazioni“Ho incontrato molti colleghi che hanno cercato di ricattarmi sessualmente nella mia vita professionale, ho avuto diverse “pacche” non gradite, commenti volgari, parole sussurrate, avvicinamenti arbitrari, sguardi invasivi e invadenti“.

Una testimonianza che ha scosso il web e che dimostra come il sessismo sia un problema che in Italia ha radici ancora molto profonde. In questo contesto rispunta fuori un vecchio video, che risale al 1995. È una clip mandata in TV da Mai dire goal, un estratto del fuori onda di un intervista della giornalista Claudia Peroni ai due piloti della Ferrari Gerhard Bergee Jean Alesi. La Gialappa’s band commenta il video con sarcasmo, mentre i due piloti ignorano le domande della giornalista e la palpeggiano.

Una clip che, ai giorni nostri, non avrebbe ricevuto le stesse reazioni goliardiche dell’epoca. Claudia Peroni se la ride e cerca di prendere il tutto come uno scherzo, ma non è difficile pensare alle parole di Cinzia Fiorato guardando il video: “Non mi sono mai fatta sopraffare, ma non ho mai potuto denunciare niente, non c’era alcuna solidarietà all’epoca, nemmeno da parte della giustizia.

Era tutto molto difficile, erano gli anni 80/90, se ti mostravi mortificata per queste cose ti dicevano che eri una psicolabile”.