Riforma Istituti tecnici superiori: di cosa si tratta e cosa prevede

Riforma Istituti tecnici superiori: cosa è previsto e quali opportunità ci saranno per chi deciderà di specializzarsi nel settore terziario

Riforma Istituti tecnici superiori: novità e nuove strade nel prossimo futuro per chi vorrà intraprendere e specializzarsi nel settore terziario. Ci saranno più e miglio opportunità anche per inserirsi nel mondo del lavoro.

Riforma Istituti tecnici superiori: di cosa si tratta

Gli Its acquisiscono il nome di Istituti tecnologici superiori (Its Academy) ed entrano a fare parte integrante del sistema terziario di Istruzione tecnologica superiore. Al centro dei nuovi Istituti ci saranno i seguenti settori: Sicurezza digitale, transizione ecologica, infrastrutture per la mobilità sostenibile sono alcuni degli ambiti che si vogliono potenziare.

Il sistema terziario di Istruzione tecnologica superiore è finanziato con un apposito Fondo presso il Ministero dell’Istruzione la cui dotazione è di 48.355.436 euro annui a decorrere dal 2022.

“È legge il nuovo testo sugli Istituti Tecnologici Superiori (ITS Academy). Si tratta di una riforma di struttura in grado di incidere sulla qualità complessiva della nostra offerta formativa e, con essa, sul futuro lavorativo di generazioni di giovani”: così Vittoria Casa, presidente commissione Cultura Scienza e Istruzione alla Camera.

Cosa prevede

la riforma prevede di potenziare e ampliare la formazione professionalizzante di tecnici superiori con elevate competenze tecnologiche e tecnico-professionali, per sostenere, in modo sistematico, le misure per lo sviluppo economico e la competitività del sistema produttivo del Paese.

I percorsi formativi saranno suddivisi in due livelli, a seconda del quadro europeo delle qualifiche (European Qualification Framework – EQF): quelli di quinto livello EQF, di durata biennale, e quelli di sesto livello EQF, di durata triennale. Si articoleranno in semestri comprendenti ore di attività teorica, pratica e di laboratorio.

L’attività formativa sarà svolta per almeno il 60% del monte orario complessivo da docenti provenienti dal mondo del lavoro. Gli stage aziendali e i tirocini formativi, obbligatori almeno per il 35% del monte orario, potranno essere svolti anche all’estero e saranno adeguatamente sostenuti da borse di studio.

 

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