Panzeri, chi è l’eurodeputato arrestato insieme alla moglie nello scandalo corruzione Mondiali in Qatar

Panzeri è l'ex eurodeputato finito nello scandalo corruzione dei Mondiali in Qatar che vede coinvolto il Parlamento Europeo.

Panzeri è l’ex eurodeputato complice dello scandalo di corruzione che ha colpito il Parlamento Europeo. Nel vortice è finita anche la famiglia del politico milanese, accusata di essere parte attiva dei benefici ricevuti dall’ex eurodeputato.

Panzeri, chi è l’eurodeputato

Antonio Panzeri è ormai finito sulle pagine dei giornali di tutto il mondo, a causa dello scandalo corruzione tra il Qatar e il Parlamento europeo, di cui lui ne faceva parte fino al 2019. Nato  nel 1955 a Riviera d’Adda, in provincia di Bergamo, la sua vita si è sviluppata nella politica. Per anni è stato segretario generale della Camera del Lavoro di Milano per poi approdare al Parlamento europeo nel 2004. La sua vita politica è sempre stata a sinistra, nella Cgil, nel Pds e nei Ds. Eletto nel Pd. Molto vicino in particolare a Massimo D’Alema. E infatti lascia i Democratici nel 2017 per aderire ad Articolo 1 insieme all’ex premier. Panzeri nel 2019, quando ha terminato la sua esperienze pluriennale nel Parlamento Europeo, ha fondato la Ong Fight Impunity, associazione che si occupa diritti umani.

Arrestato insieme alla moglie nello scandalo corruzione Mondiali in Qatar

Gli arresti per la corruzione dei Mondiali in Qatar hanno convolto non solo Panzeri.  Sabato 10 dicembre, è scattato l’arresto per la moglie, Maria Colleoni, e per la figlia Silvia: secondo gli inquirenti belgi le due donne infatti non solo sarebbero state a conoscenza delle “operazioni” di Panzeri, ma avrebbero avuto un ruolo attivo. Ad esempio, in un documento sequestrato si fa riferimento a una vacanza nel periodo natalizio per tutta la famiglia costata 100mila euro.

Le accuse rivolte a Panzeri ed altri è di aver influenzato  i componenti del Parlamento Europeo “a beneficio di Qatar e Marocco,” in cambio di versamenti di somme di denaro e doni, beneficiati appunta anche dalla famiglia di Panzieri. Per il giudice istruttore belga Michel Claise, i reati da ascrivere al gruppo sono quelli di associazione per delinquere, corruzione e riciclaggio.

 

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