Mustafa Kia, chi era il fotografo morto sullo slackline

Mustafa Kia era uno fotografo e videomaker che ha perso la sua vita facendo uno sport estremo nel Trentino. Aveva 36 anni.

Mustafa Kia era un fotografo e videomaker di origini afgane. Abitava da diversi anni a Bologna dopo essere fuggito dal suo paese. Era molto impegnato nel sociale con le associazioni  aveva la passione dello slackline, uno sport estremo.

Mustafa Kia, chi era

Mustafa Kia era un ragazzo di origini afgane della minoranza hazara e aveva 36 anni. Era fuggito dal suo paese perché il suo popolo era perseguitato ai talebani.

Il suo tragitto, come racconto uno dei suoi amici in un’intervista, era stato prima in Svezia e poi in Italia, precisamente a Bologna. Per mettersi alle spalle il suo passato si faceva chiamare Sam e aveva chiesto lo status di richiedente asilo. Mustafa-Sam si era poi iscritto all’Accademia delle Belle arti, aveva fatto il volontario per la Croce rossa e lavorava a diversi progetti di promozione sociale, collaborando con Ong e facendo formazione di fotografia e videomaking ad altri giovani rifugiati, come strumenti utili alla loro emancipazione in una terra straniera.

Aveva collaborato a un documentario pluripremiato sull’emancipazione di un gruppo di donne afgane, girato da una regista italiana; aveva realizzato numerosi video e cortometraggi.

Il 36enne era appassionato di ‘slackline’ , lo sport estremo che prevede di camminare sospesi nel vuoto, anche a centinaia di metri d’altezza, su una fettuccia tesa, che ha pure diverse varianti, tra cui lo ’swinging rope’: lanciarsi da una delle fettucce sospese e poi lasciarsi dondolare appesi a un’altra corda.

Il fotografo morto sullo slackline

Una tragedia nel trentino ha spezzato la vita di Mustafa-Sam: il 36enne è andato a sbattere contro la parete di roccia, rimanendo appeso ad una corda circa 70 metri sotto la linea della “highline”.

Il fotografo e videomaker stava svolgendo una highline, una apposita fettuccia assicurata e tesa tra due sostegni a una quota di circa 1.400 metri e, secondo le prime ricostruzioni dei carabinieri, si è lanciato nel vuoto, assicurato, per poi oscillare come un pendolo.

A quel punto è andato a sbattere contro la roccia. Inutili i soccorsi chiamati, per lui non c’è stato nulla da fare più.

 

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