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Mimmo Lucano condannato a 13 anni e due mesi di reclusione

13 anni e due mesi di reclusione: è la pesante condanna inferta a Mimmo Lucano che arriva dal tribunale di Locri.

L’ex sindaco di Riace Mimmo Lucano è stato condannato a 13 anni e due mesi di reclusione nel processo “Xenia”, svoltosi al tribunale di Locri, su presunti illeciti relativi alla gestione dei migranti. Rispetto a quanto chiesto dalla pubblica accusa (7 anni e 11 mesi), i giudici hanno quasi raddoppiato la sentenza l’ex primo cittadino.

Mimmo Lucano condannato nel processo “Xenia”

L’ex sindaco, in particolare, è stato ritenuto colpevole di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e illeciti in relazione ai progetti di accoglienza agli immigrati.

Una sentenza che è arrivata giovedì 30 settembre dopo tre giorni di camera di consiglio da parte del collegio presieduto dal giudice Fulvio Accurso.

Mimmo Lucano: la vicenda giudiziaria

La vicenda giudiziaria che vede protagonista Mimmo Lucano arriva da lontano. Il sindaco di Riace era stato sottoposto ai domiciliari il 2 ottobre 2018 dai finanzieri del gruppo di Locri che avevano eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale della città calabrese con cui si disponeva anche il divieto di dimora per la sua compagna, Tesfahun Lemlem.

Le indagini, coordinate e dirette dalla Procura della Repubblica di Locri, erano state avviate in merito alla gestione dei finanziamenti erogati dal ministero dell’Interno e dalla Prefettura di Reggio Calabria al Comune di Riace, per l’accoglienza dei rifugiati e dei richiedenti asilo politico.

Nel corso dell’inchiesta e dell’indagini, secondo gli inquirenti, erano emerse irregolarità che il primo cittadino avrebbe commesso nell’organizzare “matrimoni di convenienza” tra cittadini del posto e donne straniere, al fine di favorire illecitamente la permanenza delle donne. Lucano e la sua compagna avrebbero architettato degli espedienti volti ad aggirare la disciplina prevista dalle norme nazionali per ottenere l’ingresso in Italia.

Viene imputato a Mimmo Lucano la gestione fraudolenta di denaro destinato alla gestione dell’accoglienza dei migranti. Definito “fraudolento” anche il servizio di raccolta e trasporto dei rifiuti senza le procedure di gara previste dal codice dei contratti pubblici. Due le cooperative sociali, la “Ecoriace” e L’Aquilone”, che secondo l’accusa, il sindaco avrebbe favorito.

Infine, arriva la condanna. Il 30 settembre l’ex sindaco di Riace Mimmo Lucano è stato condannato a 13 anni e due mesi di reclusione nel processo “Xenia”.

Mimmo Lucano: cos’è il modello Riace

La storia di Lucano e del modello Riace ha fatto il giro del mondo, oggi l’Italia lo condanna. Il suo modello di integrazione, nato quasi per caso nel 1998 quando una barca di profughi curdi raggiunse le coste di Riace. Lucano all’epoca era un professore ma decise di impegnarsi per l’integrazione dei migranti nel paese.

All’inizio tutto è partito nel 2001 con il programma nazionale asilo per un’accoglienza organizzata, poi è entrato in campo anche il Comune. Lucano, che è alla guida di Riace da tre mandati, è diventato sindaco per la prima volta nel 2004. Da allora fino ad oggi a capo del paese c’è sempre stato lui. Il suo modello di accoglienza, il cosiddetto ‘modello Riace’, si basa su un rovesciamento di prospettiva. Lucano è riuscito a coniugare la sfida dell’accoglienza con il rilancio del Paese. Grazie ai migranti il paese ha contrastato lo spopolamento recuperando le case abbandonate e ha salvato i vecchi mestieri e le attività artigianali trasmettendo il tutto ai nuovi arrivati.

Sulla possibilità di esportare il modello Riace, Mimmo Lucano rispondeva: dove prevale l’umanità, si tratta sempre di un modello esportabile”.​