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Michela Murgia, il testamento e l’ultimo gesto del figlio Raphael

Michela Murgia

Michela Murgia aveva raccontato in una recente intervista a cuore aperto di aver fatto testamento. La scrittrice l’ha fatto sempre in modo ironico ma lanciando un messaggio. Inoltre, ha rivelato anche uno degli ultimi gesti fatti dal figlio Raphael Luis.

Michela Murgia, il testamento

Michela Murgia in una recente intervista a VanityFair aveva parlato del suo testamento. “Divertente. Io l’ho fatto con l’avvocata Cathy La Torre e l’ho fatto alla presenza di Claudia per decidere insieme anche le cose dei ragazzi. Dopo che hai risolto la questione immobili, che nel nostro caso era facile perché non siamo dei palazzinari, è stato divertente per le cose affettive. Tutto il mio armadio va in capo a Tagliaferri che lo distribuirà a seconda delle sue scelte. Patrizia avrà il patrimonio di gioielli e bigiotteria. Non ho mai amato l’oro e nemmeno l’argento, ma tutte le cianfrusaglie che ho accumulato nella vita peseranno circa trenta chili. La cosa buffa è stata la richiesta di Alessandro. Un elenco in cui mi ha detto: voglio i tuoi computer, le password dei tuoi account, il titolo di cavalierato francese e la pennetta usb con tutte le giocate nella community. Chiara Valerio invece non ne vuole sapere niente, lei è nella fase rifiuto, dice: “Io voglio trattarti da viva fino all’ultimo giorno, io voglio far finta che questi preparativi verso la morte non esistano”. È il suo modo di proteggersi dal pensiero della perdita”.

L’ultimo gesto del figlio Raphael

Nella stessa intervista, la scrittrice ha raccontato uno degli ultimi gesti per le da parte del figlio Raphael Luis: “Quando siamo partiti io e il mio futuro marito Lorenzo per l’Orient Express, la sera prima siamo andati da mio figlio Raphael che vive a Vicenza. Raphael ha cucinato per noi e durante la cena gli ho detto: questa è la situazione, io ho le metastasi già al cervello, farò una radioterapia, ma significa che sono in uno stadio per cui è meglio predisporsi al peggio. Nel tempo che rimane, che cosa vuoi fare con me? Troviamo uno spazio per costruire dei ricordi? E lui mi ha fatto un discorso adulto serissimo. Ha detto: “Io sono il più piccolo, non faccio lavori artistici come voi e geograficamente ed economicamente non sono così libero di spostarmi. Ho paura che se tu muori io sarò il più orfano di tutti. Io ti chiedo, quando ti trasferirai nella nuova casa, trova il tempo, può essere anche questa estate, in cui stiamo tutti e quattro con te per tre settimane. Non abbiamo mai avuto tempo di stare così tanto insieme, dammi modo di conoscerti meglio, così che quando non ci sarai più io avrò ancora relazioni con la tua eredità”.

 

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