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Mia Bocci, chi è la figlia di Cesare Bocci: vita privata, carriera, Instagram

Mia Bocci, chi è la figlia di Cesare Bocci: vita privata, carriera, Instagram

Chi è Mia Bocci, figlia di Cesare Bocci. Scopriamo qualche dettaglio in più sulla giovane classe 2000, apparsa in tv insieme al padre nel 2022 nello show Imperfetti sconosciuti. Cosa sappiamo sul suo conto?

Chi è Mia Bocci, figlia di Cesare Bocci: vita privata e carriera

Nata il 26 marzo del 2000, Mia Bocci è una ragazza di 23 anni, nota al pubblico soprattutto in quanto figlia di Cesare Bocci, attore marchigiano volto di Mimì Augello ne Il Commissario Montalbano. È molto seguita su Instagram, dove ha un seguito di oltre 8mila follower, e nel 2022 ha fatto il suo esordio televisivo al fianco di suo padre. Mia ha infatti presentato insieme all’attore lo show Imperfetti sconosciuti su Rai 3, un talk show notturno dedicato al rapporto tra genitori e figli adolescenti. Negli ultimi anni ha inoltre lavorato insieme a lui come suo assistente, supportandolo nei suoi recenti progetti televisivi, come afferma lo stesso Bocci in un’intervista concessa a Lorella Cuccarini nel webshow Un caffé con…: “Sta diventando un mio braccio destro”.

 

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Il rapporto con il padre e la malattia della mamma

Nel corso dell’intervista Cesare Bocci ha parlato del suo rapporto con sua figlia, alla quale è legatissimo. I due hanno affrontato insieme la malattia di sua madre, Daniela Spada, colpita da un ictus poco dopo la nascita di Mia e in seguito anche da un tumoreAbbiamo avuto un’unione molto forte all’inizio, quando mia moglie Daniela stava male, e questa cosa sicuramente ha segnato il nostro rapporto. Ci sono delle basi che ci fanno fidare l’uno dell’altra. Poi ultimamente, quando abbiamo iniziato proprio a lavorare gomito a gomito, diverse volte è venuta a lavorare come truccatrice, ma soprattutto come badante”. L’attore ha ammesso di aver faticato ad accettare che la sua Mia è ormai cresciuta: “Magari tendo a proteggere mia figlia Mia, perché pensare che lei possa soffrire per amore o per altre cose a me veramente fa star male. Forse sono un po’ protettivo, sotto questo punto di vista“. 

La sua maturità lo ha spesso sorpreso: “Avrà avuto quindici anni, l’ho ripresa per chissà quale ragione. Non mi ricordo perché. Aveva combinato qualcosa a scuola e l’ho strigliata con il sorriso. Si è girata e mi ha guardato negli occhi. Mi ha detto: ‘Papà, tu la devi smettere di fare il papino amico! Io sono grande. Se mi devi riprendere, dimmelo così’. Porca miseria! Quel momento mi è servito per crescere proprio come genitore, ma anche come persona. Ho capito che ormai dovevo avere un altro rapporto con mia figlia, da adulti. Noi dobbiamo esserci per i nostri figli, ma ormai se la strada gliel’abbiamo segnata giusta, quella è. Non possiamo recuperare chissà cosa”.