Cosa sono le foibe e dove si trovano: il 10 febbraio “Giorno del ricordo”

Cosa sono le foibe e dove si trovano: il 1o febbrai si ricorda l'orrore di questi luoghi di morte e di torture per migliaia di italiani

Cosa sono le foibe e dove si trovano: luoghi e strumenti di massacro e dolore che diedero vita a un vero e proprio genocidio di massa di migliaia di italiani negli anni subito dopo la caduta del fascismo.

Cosa sono le foibe e dove si trovano

Le foibe sono delle cavità naturali, profonde anche centinaia di metri, diventate dopo la caduta del regime fascista un luogo di morte per tanti italiani che si trovavano sotto il regime del generale Tito.

Sono state un mezzo di morte oltre che un luogo, anche perché gli italiani in quegli anni, chi non riuscì a fuggire, venivano deportati anche in campi di concentramento. Le foibe rappresentano un vero e proprio genocidio di massa. Non si hanno cifre precise ma migliaia di italiani civili persero la loro vita.

Secondo i comunisti iugoslavi, sotto il potere del generale Tito, tutti gli italiani erano fascisti o contrari al regime comunista perciò tutti gli italiani non comunisti che vivevano in Istria e in Dalmazia (due zone del Friuli Venezia Giulia) furono considerati come “nemici del popolo”, torturati e poi gettati nelle fosse naturali chiamate foibe.

Dove si trovano

Le foibe si trovano nella regione del Carso, a cavallo tra il Friuli-Venezia Giulia e le odierne Slovenia e Croazia. I primi esempi sono stati registrati nel ’43 nei territori dell’Istria, dove partigiani delle formazioni slave, ma anche gente comune, per lo più delle campagne, fucilarono o gettarono nelle foibe centinaia di cittadini italiani, perché considerati “nemici del popolo”.

Queste esecuzione, però, ebbero la loro massima intensità nei quaranta giorni dell’occupazione jugoslava di Trieste, Gorizia e dell’Istria, nel ’45.

Il 10 febbraio è il “Giorno del ricordo”

Il 10 febbraio viene celebrato il “Giorno del ricordo”, previsto dalla legge italiana grazie alla proposta del deputato triestino Roberto Menia e approvata dal Parlamento italiano nel 2004.

Il 10 febbraio 1947 venne firmato il trattato di Parigi con cui si decise che le città di Fiume, Zara così come tutta l’Istria e le isole della Dalmazia venivano annesse  alla Iugoslavia. Questo accordo generò un vero e proprio esodo degli italiani da quelle terre per mettersi in salvo ma lasciare tutti i loro beni.

Il Giorno del ricordo ha lo scopo di non dimenticare “la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale italiano”.