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Concerto di Salmo a Olbia, la procura apre un’inchiesta dopo gli assembramenti. Ira di Fedez ed Ermal Meta

Per il concerto di Salmo a Olbia la procura apre un'inchiesta contro ignoti. Intano le polemiche arrivano dal mondo della musica.

La Procura di Tempio Pausania apre un fascicolo d’inchiesta contro ignoti, a seguito degli assembramenti rilevati al concerto di Salmo a Olbia. Intanto l’amministrazione comunale e la Regione Sardegna si dissociano dall’evento, e con loro l’autorità portuale e capitaneria di porto. Mentre pareri discordanti arrivano dal mondo della musica. Fedez ed Ermal Metal si scagliano contro Salmo, e De Gregori ne approfitta per fare una riflessione.

Concerto di Salmo a Olbia: aperta l’inchiesta contro ignoti

Venerdì 13 agosto si è tenuto al molo Brin, ad Olbia, in Sardegna, un concerto improvvisato del rapper Salmo. Storie su Instagram, foto e video della serata mostravano migliaia di persone assembrate e incuranti delle norme anti covid. Quasi nessuno indossava la mascherina né manteneva la distanza interpersonale. Le immagini hanno fatto il giro del web, scatenando indignazione e rabbia in particolare negli artisti. Ma analoghi video sono finiti anche nelle mani della Questura di Sassari. Quest’ultima al molo Brin aveva mandato degli agenti in divisa e in borghese per documentare quanto stava avvenendo. Adesso il materiale è al vaglio degli inquirenti, poiché la Procura di Tempio Pausania ha aperto un fascicolo d’inchiesta contro ignoti.

Le dichiarazioni delle amministrazioni comunali e regionali

Nel frattempo, le amministrazioni del Comune di Olbia e della Regione Sardegna si dissociano da quanto accaduto. Fanno sapere che l’evento non era stato concesso dalle autorità, e che addirittura queste non ne erano affatto a conoscenza. A loro si uniscono l’autorità portuale e la capitaneria di porto, responsabili del tratto della costa dove si è tenuto il concerto improvvisato.

Non si rimedia ai danni di un incendio appiccandone un altro – ha dichiarato il presidente della Regione Christian SolinasIl concerto improvvisato ad Olbia con l’intento, almeno così è stato detto, di sostenere le popolazioni danneggiate dai roghi, potrebbe averne acceso un altro, pandemico, considerata la grande folla di giovani accalcati e privi di protezione”. Per poi aggiungere: “È stato un grave e pericoloso errore. Come è un errore affermare che l’evento è stato autorizzato dalla Regione, come scritto da Fedez, che ha ingaggiato con il collega un tiro incrociato di accuse e insulti che, pur appassionandomi assai, poco mi spinge ad intervenire per chiarire la verità”.

Bufera sui social per il concerto di Salmo a Olbia

A scagliarsi contro il rapper sardo non sono stati solo comuni cittadini. All’indomani del concerto improvvisato sotto la ruota panoramica del molo di Brin, a Olbia, le più dure polemiche sono arrivate proprio dai colleghi artisti. Primo fra tutti Fedez, che così ha scritto sui suoi canali social. “Sfruttare la nostra condizione di privilegio, aggirare le regole per soddisfare capricci personali. Questo non aiuta nessuno. Avete sputato in faccia a migliaia di onesti lavoratori dello spettacolo che quest’anno cercano di tirare avanti con immensi sacrifici rispettando le regole per andare alla pari con i conti (quando va bene)”.

Prontamente, però, è arrivata la replica del rapper. “Ieri non c’è stata nessuna raccolta fondi. Ho messo i soldi di tasca mia per aiutare la Sardegna. Ad agosto il centro di Olbia è sempre affollato esattamente come le spiagge. Gli assembramenti creati dalla finale degli Europei andavano bene, il mio concerto gratuito no. Ora avete una persona con cui prendervela. Non definitevi artisti se poi non avete le palle di infrangere le regole. Potevo andare a farmi la vacanza come Fedez invece sono sceso per strada e ho detto la mia. Se avessi voluto seguire le regole non avrei fatto l’artista!“.

Dalla condanna di Ermal Meta alla gratitudine di De Gregori: continua la polemica sul concerto di Salmo

Per il rapper sardo l’essere artisti giustificherebbe quindi il comportamento irresponsabile che ha portato venerdì scorso migliaia di ragazzi ad assembrarsi sotto il palco. A molti però non è piaciuta la definizione, in particolare a Ermal Meta, che ha risposto in modo lapidario sui social. “Ho appena scoperto di non essere un artista perché rispetto le regole“.

Nel frattempo c’è stato anche chi del gesto di Salmo ne ha fatto spunto di riflessione. Francesco De Gregori si pronuncia così sull’argomento, attraverso i social. “Su Salmo dobbiamo riflettere e non semplicemente condannare la sua trasgressione alle regole. Io gli sono comunque grato per aver richiamato l’attenzione sul fatto che per una partita di calcio si possa stare in 15mila in uno stadio mentre per i concerti all’aperto c’è un limite di mille persone sedute e distanziate“. Per poi aggiungere: “A che serve allora il green pass? Tutte le polemiche e tutta la fatica per ottenerlo? Questa limitazione è profondamente ingiusta e mortifica la nostra dignità professionale. Dimostra purtroppo ancora una volta che chi è chiamato a decidere non ha nessun rispetto e nessuna attenzione per la musica ‘leggera’ e per il nostro pubblico“.

La precisazione del MIC

Il ministero della Cultura, dopo l’intervento del cantautore Francesco De Gregori, ha diffuso una nota per chiarire l’attuale quadro normativo che riguarda la partecipazione agli spettacoli. In zona bianca: “Nessuna penalizzazione per il settore della musica dove sono in vigore per i concerti le stesse misure per lo sport, anzi più favorevoli per i concerti sotto le soglie di 2500 persone al chiuso e 5000 all’aperto“.