Chi è Stefano Stefanini: biografia dell’ambasciatore e posizione sull’Ucraina

Chi è Stefano Stefanini: un profilo internazionale nel campo della diplomazia con diversi importanti ruoli svolti.

Chi è Stefano Stefanini: un profilo di alta caratura internazionale nel campo della diplomazia. Tanti ruoli assunti e svolti nella sua carriera professionale.

Chi è Stefano Stefanini: biografia

Stefano Stefanini è nato a Lerici il 25 dicembre del 1947. Si è diplomato al liceo classico e poi ha scelto la facoltà dì Giurisprudenza all’Università di Pisa dove si è laureato nel 1970.  Sottotenente degli alpine prima ad Aosta e, successivamente, in Val di Susa, ha intrapreso la carriera diplomatica nel 1974.

Nella sua vita privata, è sposato con Stephanie.

Dal 1977 al 1981 è stato Console a Perth in Australia, quindi Consigliere alla Rappresentanza Permanente d’Italia presso l’ONU a New York.  Rientrato a Roma nel 1985, è stato prima al Dipartimento per la Cooperazione allo Sviluppo, quindi alla Direzione Generale Affari Economici.  Dal 1990 al 1993 è stato Consigliere a Mosca, e, successivamente Primo Consigliere a Washington.

Nel 1999 e’ stato nominato Consigliere Diplomatico Aggiunto alla Presidenza della Repubblica.  Nel 2000 viene promosso Ministro Plenipotenziario e dal 2003 assegnato a Washington quale Vicario del Capo Missione.   Come suo ultimo ruolo, è stato nominato Ambasciatore e Rappresentante Permanente d’Italia presso la NATO a Bruxelles.  Oggi senior advisor di Ispi.

Posizione sull’Ucraina

All’Asnkronos, il diplomatico Stefanini fa il punto sull’importanza del 9 maggio per la Russia nel conflitto in Ucraina: “E’ una data che nella narrazione non può passare sotto silenzio. O la Russia è in grado di celebrare un successo di quella che chiama ‘una operazione speciale’, o è costretta a spiegare che il conflitto in corso diventa una guerra, come fu quella patriottica del 1941-1945, sorvolando sul fatto che in quel caso fu la Russia ad essere aggredita, non come adesso ad aggredire”.

“Questo il punto – rimarca – se la Russia non può celebrare questa ricorrenza con un qualche successo militare, allora sarà costretta a fare questo collegamento dichiarando lo stato d’emergenza”.

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