Chernobyl, storia vera di un disastro nucleare

Chernobyl, storia vera: cosa accadde davvero il giorno dell'incidente nucleare avvenuto il 26 aprile 1986?

In questi giorni si torna a parlare (e a temere) per la centrale nucleare di Chernobyl durante la guerra tra Russia e Ucraina. Ma cosa è successo in passato in questa centrale? Ecco cosa accadde nel 1968.

Chernobyl, storia vera di un disastro

Il 26 aprile 1986 è stata una giornata che è rimasta nei libri di storia. Quel giorno infatti, sotto gli occhi di molti cittadini e lavoratori impauriti, esplose uno dei reattori della centrale nucleare di Chernobyl creando un incidente nucleare che è rimasto negli annali. Durante un test, infatti, il reattore numero 4 della centrale nucleare ucraina di Cernobyl (a pochi chilometri di distanza dal confine con la Bielorussia) esplode, creando una diffusione in aria di una quantità incredibile ed estremamente preoccupante di materiale radioattivo.

Quel che è effettivamente accaduto è che si è sprigionata una nube carica di particelle radioattive cinquecento volte più micidiale di quella data delle bombe di Hiroshima e Nagasaki. Le particelle nell’atmosfera, ben presto e con grande preoccupazione, contaminarono intere regioni di Ucraina, Bielorussia e Russia e la nobe tossica si sparse anche nell’Europa occidentale. La causa dell’incidente, probabilmente, è da ricercarsi in un grave difetto di progettazione delle stesse barre di controllo del reattore, un difetto che in tali condizioni risultò essere l’elemento determinante dell’incidente. Ad oggi Chernobyl è ancora una città inabitabile.

Chi sono “gli eroi di Chernobyl”

Ridurre però i danni al minimo è stato un qualcosa che è stato possibile grazie all’intervento di quelli che sono stati chiamati “biorobot”, detti anche “gli eroi di Chernobyl”. Senza protezioni adeguate, infatti, hanno lavorato in prossimità del nucleo dell’esplosione poco dopo l’incidente nucleare esponendosi a radiazioni davvero pesantissime e nocive. Molti di loro, per il loro lavoro, sono poi morti di tumore e leucemie nell’arco di poche settimane o mesi.

Alcuni, invece, hanno visto gli effetti del loro sacrificio manifestarsi nei loro figli. Grazie al lavoro dei “Byorobot” il reattore 4 è stato chiuso in un sarcofago di cemento armato che ha imprigionato i materiali radioattivi.

Valery Legasov (Jared Harris), primo vicedirettore dell’Istituto Kurcatov per l’Energia Atomica era uno stimato chimico sovietico di quegli anni. Dopo l’incidente è stato uno dei protagonisti della commissione d’inchiesta sull’incidente nucleare più terribile della storia.

Dopo l’incidente si è parlato di 4.000 casi di cancro alla tiroide tra Bielorussia, Ucraina e Russia, per l’esposizione nel solo periodo 1992-2002. Oggi le persone che ancora vivono nell’area considerata “contaminata” dalle radiazioni si registra un alto livello di patologie dermatologiche, respiratorie, infertilità e malformazioni.

Dopo l’incidente nucleare che coinvolse il reattore 4 i nuovi reattori 5 e 6 furono prima sospesi e poi definitivamente cancellati nel 1988.