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Boss di Bareggio in cella per violenze: è caccia al tesoro nel giardino di casa

Il boss di Bareggio Franco Rigoli finisce in manette per maltrattamenti a danno della compagna. Si indaga però anche su ulteriori reati.

È Franco Rigoli il boss di Bareggio finito in cella per maltrattamenti alla sua compagna. I testimoni raccontano di una violenza inaudita e mai denunciata, del viso di lei “totalmente tumefatto, deformato e irriconoscibile” per le botte. Su Franco Rigoli però adesso le forze delle Fiamme Gialle stringono ulteriormente il cerchio, e gli sequestrano la casa. Nel suo giardino potrebbe trovarsi infatti il malloppo “guadagnato” con il malavitoso compare Rocco Mongiardo. 

Il boss di Bareggio in cella per violenze

Franco Rigoli, di origini calabresi ma nato a Magenta, è finito in carcere per maltrattamenti alla sua compagna. Lo riporta Il Giornale, con la testimonianza ai pm della fidanzata pestata e dei genitori di lei. La storia è delle peggiori. Con un’angosciante gelosia, violenza efferata e botte continue, e mai denunciate, che spesso mandano la donna al pronto soccorso. “Il viso di nostra figlia era totalmente tumefatto con evidenti lividi nella zona orbitale, aveva il viso deformato ed era quasi irriconoscibile“, raccontano i genitori che una sera vengono chiamati dall’ospedale.

Le violenze inoltre non hanno mai fine. Iniziano prima della nascita della figlia di Rigoli e compagna, e continuano dopo la sua venuta al mondo. “Eravamo in macchina a Cusago – dice la donna – lui iniziò a prendermi a pugni, io aprii la portiera lanciandomi fuori dall’auto. Lui mi afferrò per i capelli e mi tirò altri pugni. È solo uno dei molti racconti che la compagna del boss è in grado fornire ai pm. C’è anche il pestaggio che avviene dopo una sera passata con le amiche. “La mattina dopo tornò e mi pestò a calci in faccia. In questa occasione mi fratturò il naso. Anche in questa occasione non mi recai in pronto soccorso ma un anno dopo subii un intervento perché avevo il setto nasale deviato.

A fine luglio il boss di Bareggio è già ricercato, ma riesce a nascondersi. A settembre finalmente l’arresto. Il pm parla di “temperamento irrimediabilmente e ossessivamente incline alla commissione di attentati alla integrità personale e altrui“.

Franco Rigoli e il denaro scomparso

Su Franco Rigoli si accendono i riflettori in due momenti. Dalla denuncia di violenze da parte della compagna, e dall’arresto del compare Rocco Mongiardo. In quell’occasione, mentre l’amico malavitoso finisce in manette davanti alle telecamere, il boss di Bareggio si precipita fuori di casa e assale i giornalisti nonostante la presenza della Guardia di Finanza.

Così l’attenzione dell’arma si concentra su di lui, che adesso è indagato per nuove attività illecite, portate avanti proprio con Rocco Mongiardo. Quest’ultimo è riconosciuto dalla Guardia di Finanza come “contiguo al clan dei Musitano”, e finisce in manette per una raffica di sospette bancarotte. Dunque è proprio la vicinanza a Mongiardo che potrebbe costare a Franco Rigoli un’ulteriore accusa. Lui che era “amministratore di fatto” delle società fallite del compare. In più ci sarebbe del denaro sparito che gli investigatori intendono cercare nella casa e nel giardino di Franco Rigoli, per questo di recente sequestrata.