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Bimbo morto a Sharm El Sheikh in un resort: la causa è intossicazione alimentare

Bimbo morto a Sharm El Sheikh

Bimbo morto a Sharm El Sheikh: la tragedia si è consumata nella giornata del 2 luglio, il piccolo era in vacanza con i genitori in un resort in Egitto dal 26 giugno, dopo essere partiti dalla Sicilia. Si indaga sulla vicenda ma intanto il padre è in rianimazione.

Bimbo morto a Sharm El Sheikh in un resort

Il bimbo morto a Sharm El Sheikh in Egitto si chiamava Andrea Mirabile ed aveva 6 anni. Era in vacanza con i suoi genitori dal 26 giugno in un resort. Il bambino è morto in poche ore sabato della scorsa settimana. Il padre è in rianimazione. Solo lievi sintomi per la madre. La magistratura egiziana ha aperto un’inchiesta. Dopo essersi recati alla Guardia medica per vomito e dissenteria, a padre e figlio è stata fatta una flebo di soluzione fisiologica per la disidratazione e sono state prescritte loro alcune pillole. Tuttavia, la cura non è servita a nulla per il piccolo ed ora il padre si trova in rianimazione.

La causa è intossicazione alimentare

La causa che ha stroncato la vita del piccolo Andrea è un’intossicazione alimentare. In realtà, i primi ad avere dolori e nausea sono stati il padre, Antonio, e la madre, Rosalia, incinta di quattro mesi.  Il racconto, riportato dal Corriere della Sera, è di Roberto Manosperti, fratello della donna: «Disperati, sono corsi all’ospedale internazionale di Sharm, ma all’arrivo al nosocomio Andrea è morto. Sotto choc, mia sorella mi ha raccontato che i medici per un’ora hanno tentato di rianimare il bambino. Mio cognato è grave ed è in rianimazione con problemi cardiaci, ai reni e polmonari: ha una saturazione bassissima da giorni».

I familiari fanno sapere che la coppia aveva sempre mangiato all’interno del resort e di aver sempre bevuto acqua in bottiglia. La richiesta è ora di riportarlo prima possibile a casa. «Abbiamo cercato di noleggiare un volo privato per farli rientrare ma a parte il costo che si aggira attorno ai 35mila euro, ci sarebbe da attendere almeno quattro giorni prima di partire. Inoltre, l’équipe medica che dovrebbe salire a bordo chiede i referti sanitari che dall’ospedale non ci danno. Ci hanno dato solo una relazione che il nostro medico di Palermo definisce lacunosa e contraddittoria».

Sulla vicenda, è intervenuto anche il deputato palermitano del Movimento 5 Stelle, Adriano Varrica, che ha dichiarato: “Ho sollecitato la Farnesina per un intervento immediato a supporto di questa famiglia. Lo Stato deve garantire ogni forma di assistenza per il rientro in Italia, questa oggi è la priorità”.

 

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