Home Events Armoni: “Serve formazione e consapevolezza a tutti i livelli sulla cyber security”

Armoni: “Serve formazione e consapevolezza a tutti i livelli sulla cyber security”

Marco-Armoni-IA-sanità

“E’ necessario che ci sia una formazione a tutti i livelli nella nostra società in ambito di cyber sicurezza. Perciò interverremo con piani e attività dedicate attraverso il Comitato Scientifico dell’Ente Nazionale per la Trasformazione Digitale. La nostra proposta è di andare a scrivere delle linee guida o dei position paper che possano essere d’ausilio ai rappresentanti delle istituzioni, in modo da cercare di dare uniformità al programma di digital transformation nazionale“. Così Marco Armoni, Fondatore Studio Armoni & Associati, tra i relatori della XXI edizione di Italia Direzione Nord, svoltasi il 27 novembre al Palazzo delle Stelline di Milano. Armoni ha partecipato al panel dedicato a “Leadership resilienti tra cyber security e protezione dei dati”, assieme a Guido Scorza, Componente Collegio del Garante per la protezione dei dati personali, Giulio Gallera, Presidente della Commissione Speciale PNRR, Regione Lombardia, Gabriele Faggioli, Presidente Clusit – Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica, Nadia Martini, Partner, Head of Data Protection Italy Rödl & Partner.

Armoni: “Sia a livello aziendale che istituzionale serve consapevolezza”

Marco Armoni ha proseguito: “Contro gli attacchi alla cyber security, le azioni sul campo aziendale devono essere la consapevolezza e la cultura di sicurezza digitale a tutti i livelli. Spesso ci troviamo in condizioni in cui i datori di lavoro sono i primi a incitare i propri dipendenti a non usare protocolli di sicurezza. Da un’intervista di NinjaOne, azienda di cyber security internazionale, è emerso che su 400 dipendenti il 46% non li utilizza, altrimenti non raggiungerebbe le performance lavorative richieste. E questo è un grosso problema. Bisogna, dunque, promuovere consapevolezza a tutti i livelli. Anche dal punto di vista istituzionale occorre formazione. Il nostro governo e tutte le istituzioni devono nominare assolutamente degli esperti. Il fatto che l’Italia sia uno dei tre Paesi che ha deciso di non sottoscrivere l’AI Act ci preoccupa tantissimo”.