Sorpresa! Lo stato italiano pensa che la guerra in Ucraina finirà presto. Il report Sace

Le previsioni di Sace sulle esportazioni italiane lasciano presagire una rapida risoluzione del conflitto in Ucraina

Perchè questo articolo potrebbe interessarti? La situazione sul campo in Ucraina sta conoscendo nuovi sviluppi. Anche i mercati e le aziende avvertono il mutamento del conflitto, da cui sperano di ricavare benefici economici. Come nel caso del report “Caro export – Sfide Globali e il Valore di Esserci”, in cui Sace fa le previsioni delle esportazioni italiane nei prossimi anni. La fine della guerra in Ucraina secondo l’azienda è vicina. 

La guerra in Ucraina finirà presto, ci scommette Sace.

La società per azioni controllata da parte del Ministero dell’economia e delle finanze ha stilato un report in cui valuta una crescita dell’export nazionale del 10,3% nel 2022. Un andamento positivo, nonostante le incertezze del contesto globale. Le previsioni di Sace simulare scenari di previsione alternativi, che lasciano presagire un contesto mondiale più sereno; e quindi più idoneo al commercio mondiale.

Il report Sace

Caro export – Sfide Globali e il Valore di Esserci è il nome dell’ultimo Rapporto Sace.

All’interno ci sono previsioni più rosee di quanto l’attualità lasci presagire. La società prevede la prosecuzione dell’andamento positivo delle esportazioni italiane: +10,3% per tutto il 2022. Un trend destinato a continuare anche nel 2023 (con un aumento stimato al 5%).

L’Italia dovrebbe dunque tenere invariata la propria quota nel mercato mondiale; arrivando a toccare quota 600 miliardi di esportazioni l’anno prossimo. Il report di Sace vede fa risalire questo risultato alla tenuta della domanda mondiale; in particolare in Ue grazie alle risorse del Next Gen Eu.

L’altro fattore è quello del prezzo. L’aumento a doppia cifra dell’export è dovuto alla crescita dei prezzi a cui il volume delle esportazioni – +2,6% – non tiene testa.

Gli sviluppi della guerra

Un altro fattore determinante per la crescita dell’export è la risoluzione del conflitto in Ucraina. Nel report Sace ha simulato due scenari di previsione alternativi sulla guerra. Nel caso di un’intensificazione del conflitto, la crescita economica globale risulterebbe più debole, con un’ulteriore impennata dell’inflazione.

In questo contesto, le nostre esportazioni crescerebbero quest’anno a un tasso del 9,1 per cento (-1,2 punti percentuali rispetto allo scenario base) e registrerebbero un incremento solo di poco superiore allo zero nel 2023 (+0,5 per cento). Nel secondo, si prevede una risoluzione delle ostilità. L’allentamento delle distorsioni sul mercato energetico e il calo delle pressioni inflazionistiche aprirebbero a una “ripresa post-conflitto” nel corso del prossimo anno.

Da cui si genererebbe una crescita dell’export italiano dell’11% nell’anno in corso e dell’8,3% nel 2023.

IL REPORT SACE SULL’EXPORT