Milano, Sala sceglie Pavone per il digitale. Expo Dubai: top e flop. Varie & Eventuali

La scelta del sindaco di Milano per l'innovazione digitale. Il top e flop dei padiglioni di Expo e la classifica dei lavori meglio pagati

La partita dell’innovazione digitale al comune di Milano è in buone mani e tutti si sentono più tranquilli. Il sindaco Beppe Sala ha deciso: a coordinare il board per l’innovazione tecnologica e la trasformazione digitale della macchina comunale ci sarà Layla Pavone, già candidata M5S (sonoramente bocciata) proprio contro Sala. Secondo il Corriere della Sera la Pavone è una manager esperta di Internet, già consigliera indipendente del Fatto Quotidiano. Devono essere state queste due qualità a convincere Beppe Sala.

Stipendio 152mila euro in due anni.

Dovrà coordinare un gruppo di esperti “che, a supporto e complemento delle azioni del sindaco garantisca l’elaborazione di soluzioni volte a realizzare un’amministrazione sempre più digitale ed efficiente, in grado di erogare ai cittadini e agli stakeholders di riferimento servizi facilmente fruibili, di qualità e in tempi sempre più rapidi in coerenza con le linee guida sulla trasformazione digitale contenute nel Pnrr”. Pavone (ricorda il Corriere), si definisce una “pioniera di internet” in Italia.

Nel 1995 contribuisce alla nascita di Video On Line di Nichi Grauso, occupandosi di marketing e advertising online. Si deve a lei, dicono, la vendita del “primo banner pubblicitario in Italia”. Nel 1997 in Publikompass crea la prima concessionaria di pubblicità online. Dal 2003 al 2010 presiede Iab Italia, la più importante associazione nel campo della pubblicità digitale a livello mondiale, di cui è tuttora presidente onorario.

La Farnesina si impegna sul fronte… dei ghiacciai pachistani

Questa volta la Farnesina ha deciso d’impegnarsi. Sul fronte libico? No. Su quello afgano allora? Nemmeno. Al ministero degli esteri si sono innamorati dei ghiacciai pachistani. Infatti si chiamerà “Glaciers and students”, (ghiacciai e studenti) e sarà intitolato all’esploratore e scienziato italiano Ardito Desio, l’ambizioso programma finanziato dal ministero degli Esteri italiano attraverso la Cooperazione allo sviluppo e all’Undp in collaborazione con EvK2Pakistan per censire e monitorare i 5350 ghiacciai del Pakistan e creare un nuovo grande parco naturale nella regione pakistana del Gilgit Baltistan.

A partire dal gennaio 2022, anno internazionale della sostenibilità delle montagne (come deciso a metà dicembre dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite) il progetto prevede una mappatura satellitare dei ghiacciai nella zona del K2, la “montagna degli italiani”, l’area del massiccio montuoso del Karakorum dove l’Italia sta investendo di più in Pakistan nel settore della sostenibilità ambientale anche per realizzare l’ambizioso progetto Gilgit Baltistan Vision 20/30.

Come spiega Agostino Da Polenza di EvK2 al Sole 24 Ore, “sono ben 5350 i ghiacciai del Pakistan e rappresentano la cosiddetta third tower la terza più grande riserva d’acqua dolce mondiale dopo i due poli, la più grande dell’Asia”. Con il Governo del Pakistan, aggiunge Da Polenza, l’obiettivo è quello di “trasformare la regione del Nord del Pakistan, un’area di 87mila Km quadrati in una grande area protetta, un grande parco che può rappresentare per gli studiosi italiani e pakistani un laboratorio a cielo aperto”.

Expo Dubai: top e flop dei padiglioni

L’emiro ha fatto le cose in grande ed Expo Dubai si presenta col titolo: “Connecting Minds, Creating the Future” (Connettere le Menti, creare il futuro), divisa nei macrotemi Sostenibilità, Mobilità e Opportunità e non fa rimpiangere Milano. Nel Padiglione degli Stati Uniti si sale, all’ingresso, su una specie di nastro trasportatore, per attraversare così tutto il percorso espositivo, per la verità poco accattivante e un po’ kitsch, almeno fino all’ultima sala, estremamente scenografica.

Il padiglione del Brasile, accoglie con due specchi d’acqua su cui galleggiano piccole imbarcazioni e amache e in cui i visitatori sono invitati a immergere i piedi. Dai giardini paradisiaci di Singapore alla sabbia del deserto degli Emirati Arabi uniti, il cui enorme padiglione è tra i più gettonati. Apprezzabile il mix tra elementi digitali e utilizzo di materiali reali, come la sabbia che ricrea le dune del deserto. Il padiglione della Cina è uno dei più grandi di Expo, in cui il Paese asiatico e sembra voler mettere in mostra i muscoli, per ribadire la sua centralità internazionale nei temi cruciali per il prossimo futuro: spazio, tecnologia, mobilità ed energie rinnovabili. Il padiglione Sostenibilità, una delle più spettacolari architetture del sito espositivo, il cui percorso ha un approccio fortemente interattivo ed educativo. Restando sull’aspetto architettonico, uno sguardo meritano anche solo dall’esterno i padiglioni di Francia, Russia, Giappone, Slovenia. Oltre a quello dell’Italia, ovviamente, che va citato anche per i suoi contenuti, che mettono in mostra l’aspetto più tecnologico della nostra economia e della nostra cultura.

Stretto di Messina, il tunnel sorpassa il ponte

Colpo duro per gli sponsor del ponte di Messina. Ormai si pensa concretamente al tunnel. Ora ci sta lavorando una Commissione del ministero delle Infrastrutture, scrive il Mattino di Napoli. Protagonista l’ingegnere ferroviario, Giovanni Saccà, classe 1951, un messinese trapiantato nel Veneto che ci ha lavorato per sei anni gratuitamente. Ma perché il tunnel? “Per l’enorme vantaggio che offre al territorio sul quale sarà costruito e che il ponte non può dare”. “Il ponte passa lontano da Messina e Reggio Calabria perché servirebbe il grande traffico fra Sicilia e Italia. Chi abita sullo Stretto ne ricaverebbe vantaggi limitati. Il tunnel, invece, servirebbe il traffico nazionale ma farebbe anche decollare la ricchezza locale e per tutto il Sud”, spiega l’ingegnere. ”Il tunnel sarebbe una metropolitana veloce fra Messina e Reggio che diventerebbe un’unica città di 400.000 abitanti dotata di porto internazionale, Università, aeroporto. Questo polo verrebbe collegato, sempre in alta velocità, alla Zona Economica Speciale di Gioia Tauro e a Catania-Augusta ovvero a due aree industriali. Nel centro del Mediterraneo si creerebbe un grande polo di sviluppo per l’industria e il turismo di tutto il Sud”. E i costi? “Per il tunnel in sé stimo 1,5-1,6 miliardi di euro, meno del ponte”. Per concludere, quali vantaggi: “Quattro: minore impatto ambientale; meno espropri di case e terreni; maggiore sicurezza; investimenti spalmati perché si può fare prima il tunnel ferroviario e poi quelli per le auto”, spiega Saccà.

Il lavoro più pagato in Italia? Il notaio

E’ il sogno di tutti (o quasi): lavorare poco e guadagnare tanto. Ma quali sono stati i lavori più pagati nel 2021 e quindi, probabilmente, lo saranno anche nell’anno che si sta aprendo? In vetta alla classifica dei lavori più pagati in Italia – scrive QN – c’è quello del notaio, con una media di 265mila euro lordi all’anno. Seguono il medico, con 75mila euro annui – secondo uno studio di Tutored ripreso da Quifinanza-, il pilota d’aereo di linea, con 74.400 euro, titolare di farmacia, con 60mila, il web marketing manager, con 57mila euro lordi l’anno. Le altre posizioni sono occupate dal consulente finanziario, sesto in graduatoria con 55mila euro, dal software engineer, settimo con circa 39.000 euro, dall’ingegnere con 38mila e dal commercialista, con 36mila euro lordi l’anno. A chiudere la top ten dei lavori più pagati in italia nel 2021 è la figura dell’avvocato, decima con 35.800 euro lordi annui. Non è dato sapere se l’idraulico (in nero) entrerà mai nella top ten.