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La borghesia milanese s’inchina a Blackstone: 1 miliardo senza gara e i silenzi ai soci dell’ad Scotti

I soci della Compagnia Reale Italiana, il sangue blu lombardo, hanno tempo fino al 21 ottobre per accettare l'offerta di Blackstone

Deve essere stata una sorpresa per la crème della borghesia milanese, riunita nell’azionariato della Compagnia Reale Italiana, la comunicazione arrivatagli il 24 settembre dai vertici societari: per la cassaforte immobiliare delle buone famiglie lombarde, che vale un miliardo e 64 milioni di euro, c’è un’offerta per il 69,77% delle azioni da parte di una primaria società di investimento americana specializzata nei settori di private equity e investimenti immobiliari. È Blackstone scrivono Milano Finanza e Il Sole 24 Ore. Una sorpresa perché i primi rumors sono di luglio 2021. In quei giorni, il 21, va in scena l’Assemblea dei Soci per approvare il bilancio 2020. Vengono chieste spiegazioni o smentite.

Compagnia Reale, l’ad Scotti agli azionisti: “Solo un market test, nessuna vendita delle azioni”

L’amministratore delegato, Giancarlo Scotti, rassicura: il manager italiano nato a Città del Messico e con una carriera  dentro Risanamento, Generali, Propensione spa, dice che si è trattato di un “market test”. Con un “numero limitato di primari operatori” per un “sondaggio in via riservata sul potenziale interesse ad un investimento nella società” si legge nei verbali. Con tanto di “manifestazione d’interesse” sulla totalità delle azioni in linea con il valore degli immobili riportato a bilancio. E ancora: “Quanto alla preoccupazioni sugli articoli di stampa – dice Scotti – allo Stato non vi alcun processo di vendita concernenti le azioni della società o suoi Cespiti”. “Cespiti” che vanno da Montenapoleone, all’Hotel Palace in piazza della Repubblica, fino ai civici 2,4,6 di via Verdi, via Vincenzo Monti, il palazzo del Bar Magenta.

Blackstone, il piano per salire al 100% di Compagnia Reale Italiana

Il 23 settembre l’offerta per il 70% delle azioni. Due giorni prima è stato chiesto un parere alla Consob. I tempi sono stretti. I soci che rappresentano almeno il 50% dei 18,5 milioni di capitale sociale, diviso fra 331 soci, devono decidere se aderire entro il 21 di ottobre. Scadenza prevista per il 2 novembre con tanto di pagamento in denaro. Ma Blackstone è intenzionata poi ad avanzare una seconda offerta per salire fino al 100% delle azioni, al medesimo prezzo. Così presto la Compagnia Reale Italiana potrebbe non essere più tanto “italiana”, quanto “americana”.

Le famiglie delle borghesia: Borromeo, Balossi Restelli, Medici di Marignano

Il colosso finanziario statunitense al posto di famiglie della borghesia: ad oggi le quote più grandi, pari al 10,42%, fanno capo a Luca Rinaldo Contardo Padulli e a Livia Drusilla srl, ma ad avere la quota più importante è la famiglia del presidente dell’ingegner  Achille Balossi Restelli (che personalmente ha il 3,75%), con Emilia al 4,36%, Giulia Luisa Maria al 3,35%, Angela al 2,76% e Pietro al 2,09%. Dentro ci sono famiglie nobiliari, imprenditoriali e delle professioni come i Borromeo, i Melzi d’Eril, gli Agazzi de Villeneuve, i Medici di Marignano come il vice presidente Gian Giacomo, i Brambilla di Civesio, i De Capitani d’Arzago. E decine di altri. Il sangue blu lombardo inchinato a Blackstone. Ben remunerati, s’intende. Di partite da un miliardo di euro a Milano non se ne vedono parecchie. L’ultima? Sempre nel 2021, per la cessione del patrimonio immobiliare di Enpam, acquisito dal Fondo Apollo. Caso raro e comunque inceppato su intoppi legati a procedure e misteri.

Blackstone e Compagnia Reala: 1 miliardo ma senza gara

Eppure una domanda scorre in quegli ambienti: perché non né stata fatta una gara o un’asta per valorizzare al massimo il patrimonio e le partecipazioni delle famiglie? Perché nessuno nel ricco mondo del real estate milanese chiede di poter essere della partita. A mezza voce qualcuno mormora che “l’operazione è già cotta e mangiata” e che si “sa da mesi che avrebbe ‘vinto’ Blackstone”. Perché durante il famoso “market test” di cui parla l’amministratore delegato a luglio, sono state chieste per lo più “offerte civetta”. In gergo, proposte che non stanno in piedi solo per attirare il pesce grosso.

Il banchiere Braggiotti

Le risposte ai quesiti dei soci dovrebbero fornirle l’amministratore delegato Giancarlo Scotti e l’advisor di Compagnia Reale, lo storico banchiere d’affari Gerardo Braggiotti, scuola Mediobanca. Ma non è facile avere informazioni chiare, quando il primo negava ai soci che ci fosse un “processo di vendita concernennti le azioni” soltanto due mesi fa. Ne avranno parlato fra di loro, Scotti e Braggiotti. Si dice che i due siano uniti da un legame speciale e hanno condiviso un pezzo di carriera in Lazard.