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Fuga da Milano? Ecco dove andare a lavorare

Il Comune “si rende disponibile a coprire il 50% del canone d’affitto del lavoratore da remoto che si trasferisce nel borgo".

Un borgo immerso nelle colline toscane che si candida a diventare la nuova patria di dipendenti costretti al lavoro a distanza, pronti a lasciare le aree urbane del Paese. Si chiama Santa Fiora sul Monte Amiata, provincia di Grosseto, piccolo borgo che punta a diventare il primo villagio dedicato allo smart working in Italia.

Il sindaco Federico Balocchi ha spiegato che l’idea viene da lontano, addirrittura dai primi mesi del 2019, quando la banda ultralarga stava arrivando in paese. Mentre i primi smart worker si stanno già trasferendo in paese, è bene ripassare i termini del progetto, in cui il Comune che “si rende disponibile a coprire il 50% (fino a un massimo di 200 euro) del canone d’affitto del lavoratore da remoto che si trasferisce nel borgo sul Monte Amiata per un periodo massimo di 6 mesi”.

La domanda (qui il pdf) è da presentarsi via PEC entro il 31 dicembre 2020, con l’autocertificazione del permesso del datore di lavoro e i documenti relativi all’immobile preso in affitto. Tra il “south working” e l’ennesima iniziativa contro lo svuotamento dei piccoli borghi italiani, la campagna potrebbe funzionare – almeno per qualche mese. E voi, vi trasferireste a Santa Fiora sul Monte Amiata?