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Dario Scannapieco in Cdp, tremano gli Hotel a 5 Stelle. Rumors

Cdp e turismo, amore è a rischio con Dario Scannapieco? Per i rumors il fedelissimo di Draghi ha le idee chiare su cosa non fare in Cdp

Nemmeno una settimana sulla poltrona di amministratore delegato di Cassa Depositi e Prestiti e già in via Goito si racconta che cambia l’aria. L’ingresso di Dario Scannapieco? I rumors dicono che l’ex vice presidente della Banca Europea degli Investimenti (BEI) ha le idee chiare soprattutto su cosa non fare. Per dirla con uno slogan: basta con il turismo.

Cdp e Hotel a 5 stelle: amore a rischio?

Cosa ci faccia in effetti il braccio finanziario del Tesoro, che gestisce il risparmio postale, con gli Hotel a 4 e 5 stelle, effettivamente, è una domanda che si pongono in molti. Non da oggi.

Attiva nel settore alberghiero dal 2017, anno in cui è stato lanciato il Fondo Investimenti Turismo, Cdp è entrata come azionista di Th Resort, con il 45,9% delle quote nella società guidata da Graziano Debellini, supportata anche attraverso la presa in carico come proprietario di diversi villaggi turistici gestiti dal Gruppo, e negli anni ha acquisito strutture che vanno dall’hotel Pila in Valle d’Aosta e Baia degli Achei village in Calabria, fino a Villa Igiea di Palermo che fa parte della catena Rocco Forte hotel.

Cdp, cosa cambia con Dario Scannapieco? I rumors sui soldi al turismo

L’obiettivo di quel piano poi rilanciato ogni anno? Sempre lo stesso: difendere i “gioielli” della penisola per non farli cadere in mani straniere. Una sorta di “golden power” patriottico e preventivo, ma applicato in un settore a basso valore aggiunto e che, forse per ragioni culturali profonde dell’italianità, ci si ostina a definire “strategico” o di “interesse nazionale”. Se anche fosse, proprio il luxury è il segmento dove aiutare i territori a valorizzarsi ed avere ricadute occupazionali? O ancora: con quali criteri si decide quali hotel stellati acquistare e quali no?

Ora l’aria sembra cambiata. I bilanci, come sempre, si fanno alla fine. Ma l’ingresso del “draghiano di ferro” Dario Scannapieco dovrebbe essere “disruptive” rispetto ad alcune tradizionali attività di Cassa: gli alberghi, appunto, e l’immobiliare connesso. Che spesso ha portato più lacrime che sorrisi dalle parti di Cdp.

La videoconferenza in parlamento di Dario Scannapieco sul Pnrr

Sentito lo scorso febbraio, quando la sua nomina era una cosa remota nei giorni della crisi di governo del Conte-bis, dalle Commissioni riunite Bilancio e Politiche dell’Unione europea di Camera e Senato, Scannapieco in videoconferenza con i parlamentari nell’ambito dell’esame della Proposta di Piano Nazionale di ripresa e resilienza, era stato vago parlando a proposito del Recovey Fund del supporto della Banca Europea degli Investimenti nel “affiancare le autorità italiane per la creazione di un fondo di fondi dedicato a Pmi nelle filiere industriali, economia circolare, social housing, turismo sostenibile”.