Da scarto dei processi di depurazione a nuova risorsa per il settore delle costruzioni. CAP Evolution, società del Gruppo CAP attiva nell’economia circolare, nella depurazione e nella produzione di energia verde, ha ottenuto da Città metropolitana di Milano l’autorizzazione a immettere sul mercato le sabbie recuperate e rigenerate nell’impianto di Robecco sul Naviglio. Il provvedimento consente al materiale proveniente dai depuratori, dalla pulizia delle reti fognarie e dalla linea Forsu di ZeroC di cessare ufficialmente di essere classificato come rifiuto. Le sabbie diventano così un aggregato riciclato certificato, tracciabile e commerciabile, utilizzabile nell’edilizia e nella realizzazione di infrastrutture.
Dallo scarto a una nuova materia prima
Fino a oggi le sabbie recuperate venivano impiegate esclusivamente nei cantieri del Gruppo CAP, soprattutto per la preparazione dei letti di posa e per il ricoprimento delle tubazioni di acquedotto e fognatura. Grazie alla nuova autorizzazione, potranno essere destinate anche a imprese e interventi esterni, offrendo un’alternativa agli aggregati naturali estratti dalle cave. Il risultato assume particolare rilievo in una fase caratterizzata dalla crescente scarsità di sabbia. Secondo il Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente, nel mondo se ne consumano ogni anno circa 50 miliardi di tonnellate. Anche in Italia la disponibilità di sabbia e ghiaia è sempre più limitata: secondo Legambiente, oltre il 60% delle cave attive sarebbe vicino alla saturazione.
«Questa autorizzazione ci permette di trasformare le sabbie recuperate nei nostri impianti da materiale destinato alla gestione interna a prodotto certificato e disponibile sul mercato», spiega Michele Falcone, direttore generale di CAP Evolution. «Mettiamo a disposizione delle imprese del territorio un aggregato riciclato sicuro e tracciato, riducendo il ricorso alla discarica e il consumo di materie prime naturali. È un risultato coerente con le politiche europee sull’economia circolare e dimostra come depurazione, trattamento dei rifiuti e recupero di materia possano generare nuove filiere locali».
L’impianto di Robecco sul Naviglio
Il depuratore di Robecco sul Naviglio serve un bacino di 27 Comuni, con una capacità equivalente a 340mila abitanti, e tratta ogni giorno una portata media superiore ai 102mila metri cubi di reflui urbani. All’interno della struttura è presente una linea dedicata alle sabbie provenienti dai processi di dissabbiamento dei depuratori e dalle operazioni di pulizia delle fognature. L’impianto può trattare fino a 48 tonnellate al giorno di residui non pericolosi.
Al termine del processo viene prodotto un aggregato riciclato fine, con una granulometria compresa tra zero e 6,3 millimetri, idoneo a sostituire la sabbia naturale in diverse opere civili.
Controlli su ogni lotto di sabbia
La cessazione della qualifica di rifiuto è accompagnata da controlli ambientali, tecnici e documentali. La sabbia recuperata è dotata di marcatura CE ed è conforme alle norme europee relative agli aggregati impiegati nelle opere civili e infrastrutturali. Ogni lotto da 100 metri cubi viene sottoposto a verifiche fisico-meccaniche e ambientali effettuate da laboratori certificati. Le analisi comprendono controlli sui metalli, sui parametri chimico-fisici e sull’eventuale rilascio di sostanze.
La conformità del processo è stata verificata anche da Arpa Lombardia, su incarico di Ispra e del ministero dell’Ambiente. L’intera filiera è inoltre accompagnata da un sistema digitale che consente di seguire il materiale dalla pesatura in ingresso fino al trasporto nei cantieri di destinazione.
