Il mondo alla canna del gas: nel 2022 crolla il mercato insieme a Gazprom

Nei primi nove mesi dell'anno sono stati venduti 40 miliardi di metri cubi di gas in meno. Un calo del 75% in Europa e del 17% per Gazprom

Perchè questo articolo potrebbe interessarti? Il mondo è alle preso con le difficoltà di approvvigionamento energetico. In particolare, nel 2022 si è registrato un crollo enorme della domanda di gas. Rispetto allo scorso anno si sono venduti 40 miliardi di metri cubi in meno. Le maggiori contrazioni in Europa; mentre Gazprom registra il 17% in meno della produzione. 

Rubinetti chiusi in tutto il mondo. Nei primi nove mesi del 2022 si registra una straordinaria contrazione della domanda mondiale di gas.

Rispetto al settembre dello scorso anno, crisi energetica e guerra hanno portato una diminuzione di circa 40 miliardi di metri cubi.

In Europa il 75% in meno di gas

In questa riduzione, il 75% è dovuto alla riduzione in Europa. Circa 30 miliardi di metri cubi in meno sono stati venduti nei 27 paesi dell’Unione europea. La conferma arriva da una nota ufficiale di Gazprom, con cui il colosso energetico russo fornisce le prime stime preliminari.

Dopo il blocco, forse definitivo, dei gasdotti Nord Stream 1 e 2 causato da un attentato grave quanto misterioso, la Russia ha chiuso definitivamente i rubinetti col nostro paese. La riduzione delle vendite di Gazprom coinvolge anche il Regno Unito: dove il consumo di gas è diminuito di circa 5 miliardi di metri cubi in un anno.

Il crollo di Gazprom

La nota dell’azienda russa specifica che “la quota totale dell’UE e del Regno Unito nella riduzione della domanda globale è quasi del 90%“.

Nel periodo gennaio-settembre 2022 Gazprom ha prodotto 313,3 miliardi di metri cubi di gas; una cifra che rappresenta un calo del 17,1%. Il colosso russo ha prodotto 64,8 miliardi di metri cubi in meno rispetto allo scorso anno.

Gazprom sottolinea che le esportazioni verso i paesi non CSI – la Comunità degli Stati Indipendenti, creata dopo il crollo dell’Urss – ammontano a 86,9 miliardi di metri cubi.

Circa il 40,4% in meno rispetto allo stesso periodo del 2021. Si tratta di un calo di quasi 60 miliardi: 58,9 miliardi di metri cubi. L’azienda afferma di fornire gas “secondo gli ordini confermati”.

L’asse Russia-Cine per il gas

Dopo aver quasi completamente chiuso i rubinetti e i gasdotti che portano in Occidente, alla Russia non resta che un mercato. “Le esportazioni di gas verso la Cina stanno crescendo attraverso il gasdotto Power of Siberia; nell’ambito di un contratto bilaterale a lungo termine tra Gazprom e CNPC”.

Conclude la nota di Gazprom. “Le consegne procedono regolarmente oltre le quantità contrattuali giornaliere”.

LEGGI LA NOTA UFFICIALE DI GAZPROM SUI FLUSSI DEL GAS IN EUROPA