Pochi ascolti e tanto gossip: altro che le stelle, ecco “Ballando con la noia”

Tutto fa mestiere, tutto fa chiacchierare, è innegabile, eppure lo share non straccia il primato alla gara da ballo. Anzi, più che altro annoia pure il boomer

Perchè potrebbe interessarti? Ancora un altro round dell’attesa sfida del sabato sera, tra la corazzata Tu sì que vales e la balera della Rai, che perde ancora agli ascolti, malgrado il gossippare teatrante.

Che noia che barba, che barba che noia. Arieccoci all’ennesimo round della proverbiale sfida del sabato sera, tra Ballando con le stelle e la corrazzata Tu sì que vales. O, per meglio dire una Corrida che non ce l’ha fatta, ma almeno incassa ascolti, e come se incassa, perché a battere la queen De Filippi non c’è Selvaggia (Lucarelli) che pianga.

Insomma, almeno dalle parti di Canale 5 sappiamo cosa aspettarci, e alla fine lo spettacolo è quasi gradevole, a pensarci. Certo, più che febbre del sabato sera, è un ammazzare il sabato sera svaccati sul divano. Ma tant’è, se al peggio non c’è fine con la siora Camilla, detta Milly, che con la sua balera sulla Rai va avanti a polemicucce finemente ricamate. Altro che diplomatica padrona di casa, che un tempo dal divano
lanciava scommesse col buon Frizzi (Scommettiamo che? A rimembrare…), e da perfetto soldatino d’azienda non proferiva una virgola più del necessario.

Adesso la musica è cambiata, non quella di Paolo Belli, sia chiaro, e pur di fare le scarpe a Maria nazionale
(sempre la conduttrice) è pronta a qualsiasi escamotage.

Ballando con le stelle, quell’insano gossippare

Non a caso sul primo canale va in onda uno show dai toni esasperanti e pescati dal privato, che continua però a essere twittato per buona parte della settimana. Insomma, non esaurisce affatto il suo hype, e non è forse merito del gossip più che di mazurche e bachate? Lo sa bene la Carlucci dal sorriso Durban’s (per la gioia dei nostalgici) che ben cucina di volta in volta tutto l’ambaradan.

Ecco allora che per la diciassettesima edizione (17 come la disgrazia!) infila nel cast anche la tassa complottista del Rugantino- Montesano, pregustando l’invettiva a pioggia, come successo, di media e popolo sovrano. Senza dimenticare altre calde frecce al suo arco, chiamando in pista persino il social chef
Lorenzo Biagiarelli, in love con la giurata. Un conflitto d’interessi bello e pronto, col Codacons a soffiare dietro l’angolo, mentre la penna graffiante si bagna di lacrime alla vista del ballerino fidanzato, forse più per rosicamento perché accompagnato da cotanta
Kuzmina (la gnocca maestra) che per la commozione da ballo.

Senza dimenticare le altre scaramucce prevedibili, tirando dentro quelle due sagome di Mughini e la Iva de noantri. Ancora fa scuola quel tro*a spifferato alla Selvaggia, rea di aver palettato uno 0 tondo tondo, con tanto di putiferio social degenerato per giorni, tra scuse dell’Aquila di Ligonchio e altri mille j’accuse e pianti.

La tassa Selvaggia Lucarelli

D’altronde la quota giornalista di Civitavecchia è stata inclusa apposta per favorire fuoco e fiamme, ben rimbalzati dallo storico Mariotto, che tanto per non perdere il passo paragona Luisella Costamagna – volto di Agorà – alla Moana Pozzi pornostar.

Anatema sullo stilista
in veste di giurato? Resta il mistero della figura popolare, tale Rossella Erra, plausibilmente altra indigesta tassa da pagare, al netto del canone Rai, che distribuisce discutibili tesoretti con Matano, come se non ci fosse un domani, e capovolge di rimando il risultato.

Tutto fa mestiere, tutto fa chiacchierare, è innegabile, eppure lo share non straccia il primato alla gara da ballo. Anzi, più che altro annoia pure il boomer (e non) a casa in pianta stabile.

Ma è davvero questo l’intrattenimento che ci meritiamo dalla Tv di Stato? E poi ce la prendiamo coi reality…