Sicurezza e percezione della sicurezza: una riflessione in chiave sociologica

Studi e statistiche per comprendere la criminalità sono utili. Ma per risolvere il problema della sicurezza serve conoscenza

di Erika Gori, Think Tank Secursat

Studi e statistiche forniscono dati sulla microcriminalità cittadina, su eventi criminosi, possibili pericoli, ed è necessario stare al passo con gli scenari di rischio in continua evoluzione; altrettanto fondamentale è la conoscenza di questi elementi per capire dove intervenire per rendere una città più sicura, gestendo situazioni di rischio in maniera intelligente.

La percezione della sicurezza

Eppure, se ad un cittadino venisse chiesto “Quanto è sicura la tua citta?” nella risposta a questa domanda, oltre ai dati oggettivi, uno dei fattori influenti sarà la percezione che il cittadino stesso ha della sicurezza nella sua città e più nel dettaglio dei luoghi della sua città che frequenta più abitualmente.

Misure tecnologiche, furti sventati e dati in calo, se non comunicati correttamente e inseriti all’interno di un ampio spettro di risposte e interventi coerenti possono, infatti, non essere sufficienti per rispondere  al senso di insicurezza.

Informazioni e comunicazione

Insieme all’esperienza diretta, sono infatti le informazioni che vengono ricevute quotidianamente attraverso la narrazione dei media, a vestire un ruolo cruciale sulla percezione di sicurezza dei cittadini. Questo perché, con l’avvento della comunicazione mediatica di massa, si sono sviluppati dei meccanismi della psiche cui è quasi impossibile prescindere: sono i cosiddetti bias cognitivi, strutture che agiscono come scorciatoie mentali e condizionano il pensiero, così come la ricezione delle notizie provenienti dal mondo esterno.

Il più diffuso è il bias di conferma, secondo il quale si tende a credere maggiormente a notizie che confermano il proprio pensiero, e a rifiutare quelle appartenenti al polo opposto. Stesso processo avviene quando si tratta di sicurezza: cittadini timorosi accresceranno il loro senso di paura e pericolo al primo nuovo evento criminoso accaduto in città cui verranno a conoscenza e così via. Questo può portare alla formazione delle echo chamber, bolle nel quale ci si polarizza su una posizione e diventa quasi impossibile cambiare idea e accettare come veritiere notizie contrastanti con la propria.

Una risposta rapida

Alla luce di queste brevi considerazioni è facile comprendere dunque come è la risposta rapida e coerente con gli scenari e con le aspettative dei cittadini, da parte delle istituzioni nonché una gestione delle informazioni e della comunicazione in generale degli eventi a giocare un ruolo centrale sulla percezione di sicurezza delle nostre città. Le strategie di implementazione tecnologica piuttosto che l’aumento del numero di uomini sul campo, talvolta, possono essere dunque una risposta non esaustiva al bisogno di sicurezza dei cittadini, se non contestualizzate all’interno di una più ampia, e rassicurante, strategia per rispondere agli eventi e prevenire quelli futuri.

Lo stesso ragionamento può essere, inoltre, condiviso per il mondo delle aziende piccole, medie ma anche grandi organizzazioni, che a loro volta hanno sempre più costantemente bisogno non di risposte sporadiche ed estemporanee, spesso a seguito di un evento critico, ma di strategie complete e di medio -lungo respiro capaci di evolversi rapidamente sulla scia dei cambiamenti negli scenari competitivi ed economici di riferimento.