La Repubblica del ricatto

La vicenda di Renzi all'autogrill, coi suoi ricatti e i suoi segreti, mostra come questa nostra strana Repubblica è davvero strana

Questa nostra strana Repubblica è davvero strana. Sicuramente è un posto dove nessuno ma proprio nessuno è al sicuro da quelli che si possono definire poteri forti. Tra i quali non è mai annoverabile la politica. Sono poteri forti quelli delle banche, quelli dell’economia, e soprattutto quelli dell’informazione; dove per informazione non si intendono i giornalisti o i giornali ma quelli che riescono a far transitare le cose sui giornali e tra le mani dei giornalisti, che il più delle volte pubblicano eseguendo gli ordini.

Renzi e il ricatto

Ora, la storia è quella di un filmato. C’è Matteo Renzi che si incontra con un dirigente dei servizi segreti in un autogrill. Perché si incontra con questo dirigente, che poi è stato cacciato? Non si è mai capito. La spiegazione, abbastanza risibile, è che si dovevano fare gli auguri di Natale.

Quattro mesi dopo Report pubblica quelle immagini. Chi le ha mandate? Una professoressa di arte, che già le aveva girate al Fatto Quotidiano senza aver risposta.

Praticamente una tizia, che afferma di non aver riconosciuto né Renzi né il dirigente dei servizi segreti, dichiara di aver ripreso i due parlare in due video scattando anche 13 foto, senza sapere chi fossero i due.

Fino ad arrivare a Belloni

Beh, del resto chi non sta a immortalare gente a caso per mezz’ora in autogrill? Una cosa incredibile. Anche perché quel filmato poi finisce a Report; e Report monta su una polemica infinita contro Renzi.

Vabbè, è la stampa bellezza. Ma quel che viene fuori è anche meglio. Perché oggi il capo dei servizi segreti, voluta da Giuseppe Conte, è Elisabetta Belloni.

La stessa Belloni era quella che Conte aveva proposto per la presidenza della Repubblica prima che Mattarella accettasse di farsi un secondo giro al Quirinale. Bene, la Belloni, che è il capo dei servizi segreti, ha di fatto secretato tutto il materiale della professoressa di arte, fino al 2037.

Ricatti e segreti

Il ministro della Difesa Guido Crosetto spiega che se la Belloni ha secretato tutto è perché qualcuno del governo glielo ha chiesto. E il bello che in tutta questa vicenda non c’è nessuno che spieghi che il problema, oltre al fatto che Renzi si vede con uno dei capi dei servizi segreti, è che forse c’è il dubbio – e dico forse perché è tutto secretato e quindi sono solo le deduzioni in nulla confermate – ci sono altri servizi segreti che riprendono, spiano e poi girano tutto a una trasmissione televisiva del Servizio Pubblico per sputtanare un senatore della Repubblica.

Che fantastico Paese che siamo.