La guerra spiegata dalla Bce

E' successo quel che si temeva. Ovvero che la Banca Centrale Europea, la Bce, ha alzato i tassi a causa della guerra

E’ successo quel che si temeva. Ovvero che la Banca Centrale Europea, la Bce, ha alzato i tassi. Che cosa vuol dire? In parole povere vuol dire che il costo del denaro salirà, ovvero che i mutui costeranno un po’ di più. Spiegazione semplice al limite del banale: costano di più i mutui variabili degli italiani ma anche il debito degli stati. E infatti lo spread, una parola che era stata soppiantata da altri termini in epoca Covid, è schizzato verso l’alto.

Che cosa vuol dire? Vuol dire che il debito dell’Italia si è alzato non di poco. C’è un’altra conseguenza, rispetto a quanto hanno deciso i banchieri: ci saranno meno soldi in Borsa.

Tutti si sono messi ad investire nei mercati, e quindi a finanziare le aziende

Il motivo è semplice: i grandi investitori internazionali, fino ad oggi, non avevano alcun interesse nell’acquisto dei titoli di stato, o nelle materie prime, poiché avevano un rendimento assai basso.

Insomma, per ogni euro investito in un titolo di stato tedesco, addirittura, si aveva un rendimento negativo. E quindi? Quindi riversavano enormi masse di denaro in Borsa. Tutti si sono messi ad investire nei mercati, e quindi a finanziare le aziende. Non solo quelle grandi, che stanno su tutti i giornali, ma anche quelle piccole. Ecco: tutti quegli investimenti si riducono, perché nel giro di qualche mese investire in Borsa converrà di meno.

Conseguenze: gran parte delle aziende di media-grande dimensione in Italia potrebbero avere problemi, o comunque meno capacità di crescita.

La guerra ha fatto alzare i prezzi

Ma perché la Bce ha alzato i tassi? Per un motivo semplice: perché le banche non possono ignorare che l’inflazione, ovvero il costo di tutto quello che compriamo, dalle materie prime ai prodotti finiti, si stia alzando a un ritmo del 6-8 per cento l’anno.

E quindi si devono adeguare. Che cosa ha fatto alzare i prezzi così tanto in questi mesi? La risposta è una sola: la guerra in Ucraina. Vien da dire che dopo cento giorni di guerra, iniziamo a pagare i nostri conti. Pensavamo che sarebbero morti loro, che noi avremmo mandato qualche carro armato arrugginito e ce la saremmo cavata così, stando dalla parte dei buoni ma senza troppi sforzi. E invece il peggio deve ancora venire.

Dopo l’estate, quando l’inverno ci obbligherà a scaldare le nostre case e a pagare, pagare, pagare.