La nuova inchiesta sul delitto di Garlasco è alle battute finali: la notifica di chiusura delle indagini alle parti precederà la richiesta di rinvio a giudizio per Andrea Sempio, indagato come presunto autore dell’omicidio di Chiara Poggi. Nella ricostruzione degli inquirenti non emergono elementi che collochino Alberto Stasi sulla scena del crimine; anzi, alcuni riscontri risulterebbero in contrasto con le sentenze di condanna, riaprendo la via a una possibile revisione.
Venerdì 24 aprile è previsto un confronto negli uffici della procura generale di Milano tra la procuratrice generale Francesca Nanni e il procuratore di Pavia Fabio Napoleone. L’incontro dovrebbe servire ad anticipare le conclusioni e a concordare le modalità per un’eventuale istanza di revisione, da trasmettere alla Corte di assise di appello di Brescia, in favore di Stasi, unico condannato in via definitiva a 16 anni.
L’accusa, le tracce DNA sotto le unghie di Chiara compatibili con Sempio
Gli accertamenti dei carabinieri del Nucleo investigativo di Milano, coordinati dai pm pavesi, si concentrano esclusivamente su Sempio, all’epoca diciottenne e amico di Marco Poggi. Tra gli elementi indicati figurano l’impronta palmare numero 33 repertata sulle scale dove venne rinvenuto il corpo e attribuita dai consulenti dell’accusa a Sempio, e tracce di Dna sotto le unghie di Chiara compatibili con lui.
La consulenza medico-legale affidata a Cristina Cattaneo collocherebbe il decesso tra le 10.30 e le 12, con maggiore “centratura” tra le 11 e le 11.30. Questo dato si porrebbe fuori dalla ristretta finestra 9.12–9.35 inizialmente considerata, che era stata utilizzata per sostenere l’ipotesi accusatoria a carico di Stasi. Negli atti in via di deposito figurano ulteriori consulenze: l’analisi Bpa (pattern delle macchie di sangue) del comandante del Ris di Cagliari, Andrea Berti; la perizia informatica dell’ingegnere Paolo De Cecco sull’attività del computer di casa Poggi; e l’approfondimento genetico del professore Carlo Previderè sulle macchie di sangue sui pedali della bicicletta di Stasi. Il compendio sarà integrato da nuove testimonianze raccolte nell’ultimo anno e dall’informativa conclusiva della squadra Omicidi di via della Moscova, con riferimenti a un potenziale movente e all’assenza di un alibi solido per Sempio. Restano fuori dal perimetro investigativo ipotesi circolate in ambito mediatico: presunti festini e droghe con il coinvolgimento di più persone, il ruolo delle cosiddette gemelle Cappa (indicate come estranee), riti satanici alle Bozzole e misteriosi suicidi in Lomellina. Secondo gli inquirenti non sono state considerate piste concrete. Una segnalazione di presunte interferenze, depositata da una giornalista tramite difensori, potrebbe essere toccata solo marginalmente nell’incontro istituzionale, senza impattare sul merito degli atti.
Le prossime tappe, la chiusura delle indagini e il rinvio a giudizio per Sempio
La chiusura formale delle indagini è attesa entro fine maggio, se non prima. Da quel momento, al netto dei tempi tecnici, potrà prendere corpo la richiesta di rinvio a giudizio per Sempio e, in parallelo, la preparazione dell’istanza di revisione per Stasi. Si tratta di un passaggio delicato, che verrà gestito tempestivamente e con attenzione alla documentazione probatoria, soprattutto quella tecnica e testimoniale già raccolta. Secondo la procura di Pavia, l’obiettivo è duplice: portare a processo chi sarebbe entrato nella villetta di via Pascoli la mattina del 13 agosto 2007 e, ove i nuovi elementi lo consentano, correggere in sede giudiziaria l’esito precedente. La pubblica accusa rimarca così la necessità di un vaglio giudiziale aggiornato alla luce di orari, impronte, Dna e perizie. La discussione resta nel perimetro della prova: la scena non ammette letture extra probatorie o narrazioni pubbliche non supportate dagli atti.
