Il Pentagono ha annunciato il licenziamento del segretario della Marina John Phelan «con effetto immediato». Il sottosegretario Hung Cao assume la guida della Marina ad interim. L’addio arriva il giorno dopo il suo intervento alla conferenza annuale della Marina a Washington e a poche settimane dalla richiesta di dimissioni al capo di stato maggiore dell’Esercito, il generale Randy George, insieme ad altri alti ufficiali.
Le ragioni del divorzio: “Non aveva capito di non essere lui il capo”
Secondo fonti interne, la rottura con il segretario della Difesa Pete Hegseth è stata determinante: «Phelan non aveva capito di non essere lui il capo. Il suo compito è eseguire gli ordini ricevuti, non quelli che ritiene dovrebbero essere impartiti». Le stesse fonti parlano di rapporti «non andavano d’accordo» e di frequenti attriti sulla catena di comando.
In ambienti governativi «si dice che Phelan e il presidente Trump abbiano un buon rapporto», ma Hegseth «riteneva che Phelan avesse scavalcato troppo spesso la catena di comando» grazie a un canale privilegiato, con residenza di Phelan non lontana da Mar-a-Lago. Un alto funzionario afferma che Hegseth mantiene relazioni solide con Trump, il vicepresidente JD Vance, il segretario di Stato Marco Rubio e il generale Dan Caine: «Questi sono i quattro rapporti più importanti che possa avere, e sono buoni». «Ma qui non si sa mai».
Il licenziamento arriva mentre la Marina è impegnata nel blocco dello Stretto di Hormuz. Tuttavia il segretario della Marina non esercita la supervisione diretta delle forze schierate e la rimozione di Phelan non dovrebbe incidere in modo significativo sulle operazioni contro l’Iran né sulle attività per riaprire lo Stretto, secondo le riccostruzioni disponibili.
Una stagione di epurazioni
Dall’inizio della guerra con l’Iran, il ritmo dei licenziamenti imposto da Hegseth è descritto come superiore a quello di qualsiasi predecessore nell’era moderna dell’amministrazione: tra i rimossi figurano il presidente degli Stati maggiori riuniti, il comandante della Marina e il numero due dell’Aeronautica, oltre a consiglieri legali e ufficiali di vertice. Già lo scorso autunno era stato allontanato il capo di gabinetto di Phelan, Jon Harrison.
Il profilo finanziario di Phelan
Al centro delle tensioni anche l’attenzione presidenziale per la nuova «Flotta d’Oro» e per il rilancio della cantieristica navale. A dicembre Phelan era a Mar-a-Lago quando Trump presentò una corazzata di classe Trump ed elogiò il Segretario della Marina come «uno degli uomini d’affari di maggior successo del Paese». Aggiungendo: «Si sta probabilmente riducendo lo stipendio più di ogni altro».
Donatore della campagna presidenziale, Phelan ha co-fondato MSD Capital per gestire il patrimonio della famiglia di Michael Dell e in seguito ha creato Rugger Management, società di investimenti con sede a Palm Beach. Rapporti tesi con altri vertici del Pentagono si protraevano da mesi, sopratutto con la guida del Dicastero.
Altre ombre su Hegseth
Le frizioni interne si sommano a un ulteriore dossier: il capo del Pentagono è stato chiamato in causa quando un suo broker ha tentato un ingente investimento in aziende della difesa nelle settimane precedenti l’attacco di Usa-Israele all’Iran. Non è chiaro se l’episodio avrà conseguenze.
Un funzionario della Casa Bianca riferisce che il presidente e Hegseth hanno convenuto sulla necessità di «una nuova leadership» per la Marina. Restano da verificare gli effetti istituzionali di una rotazione così rapida ai vertici, mentre Hung Cao guida improvvisamnete il Dipartimento in attesa di una nomina stabile.
