Home Economy Crisi energetica, O’Leary (Ryanair): “Carburante garantito fino a maggio. Dopo? Nessuno lo sa”

Crisi energetica, O’Leary (Ryanair): “Carburante garantito fino a maggio. Dopo? Nessuno lo sa”

Ryanair

Michael O’Leary, ceo di Ryanair, descrive una situazione in evoluzione: “Per maggio le compagnie petrolifere rassicurano, ma da giugno non abbiamo certezze”. Secondo il manager, “non ci saranno rischi sicuramente a maggio e probabilmente a giugno”, grazie a forniture da Norvegia, Africa Occidentale, Stati Uniti e anche Russia, “anche se non si può dire”. Un’area “possibile a rischio” è il Regno Unito, “che prende il combustibile dal Kuwait”. Nel frattempo Lufthansa ha annunciato il taglio di 20 mila voli.

L’incertezza sui prezzi: “Il 20% del nostro carburante sarà vicino ai 150 dollari al barile”

“Nessuno sa che cosa succederà”, ribadisce O’Leary, che non rivede la guidance: “Non saprei come farla”. In Borsa “il prezzo delle nostre azioni da quando Trump ha iniziato a bombardare l’Iran è sceso da 32 a 25 euro e questo significa che il mercato si aspetta che i nostri profitti possano scendere maledettamente”.

“L’80% del nostro carburante ha il prezzo bloccato fino al marzo del 2027 a 67 dollari al barile”. Il restante pesa: “Il nostro 20% di marzo, prezzato a febbraio, è 74 dollari al barile; il nostro 20% di aprile, prezzato a marzo, è di 150 dollari; pensiamo che il nostro prezzo unhedged di maggio, prezzato ad aprile, sarà vicino ai 150 dollari”. Ad aprile “50 milioni di dollari in più”; a questi livelli “ci costerebbe circa 600 milioni di dollari” in un anno.

L’impatto su approvvigionamento e voli: “Per giugno non siamo sicuri”

“In questo momento, le compagnie petrolifere dicono che non ci saranno rischi di approvvigionamento per maggio, ma per giugno non siamo sicuri”. A rischio “il 10%-20% delle nostre forniture di carburante, ma nessuno di noi lo sa con certezza”. Anche se la guerra finisse ora, “ci vorrebbero comunque tre o quattro mesi”, con il prezzo che “potrebbe scendere sotto i 100 dollari al barile entro settembre”.

“Se la guerra finisce ad aprile o all’inizio di maggio, allora non c’è rischio di voli annullati, ma se il volo viene cancellato perché non c’è carburante in aeroporto, non ci sono molte soluzioni”. “La gente sta aspettando per vedere che cosa succede, io consiglio di prenotare perché potrebbe essere troppo tardi”.

O’Leary: “Le tasse aeroportuali sono tasse stupide, abolite anche gli Ets”

O’Leary attacca: “Le tasse aeroportuali sono peggio della guerra… Le guerre finiscono generalmente in fretta, mentre le tariffe aeroportuali sono tasse stupide. Nessun governo trova mai le buone ragioni per tagliare una tassa”. Sugli Ets: “I commissari europei sono inutili… datevi una mossa, abolite gli Ets o almeno riduceteli”. A Roma le tariffe salirebbero “del 14% a Fiumicino e del 50% a Ciampino entro il 2028”.

Sull’addizionale comunale, ricorda che dove è stata abolita (Calabria, Friuli Venezia Giulia, Abruzzo, Trapani, Rimini, Forlì, Parma) “il traffico è salito a due cifre”. La compagnia stima 69 milioni di passeggeri nel 2026 in Italia, 111 aerei basati in 20 basi, 32 aeroporti, oltre 800 rotte e 55 mila posti di lavoro, con 11 miliardi di dollari investiti.

I possibili sviluppi

“Se il petrolio dovesse restare a questi livelli, due o tre compagnie aeree europee in ottobre o in novembre potrebbero fallire come Wizz Air… e Air Baltic”. Su Ita-Lufthansa: “alimenterà gli hub, non farà crescere le rotte domestiche né internazionali”.

Contratto in estensione “fino al 2032”. “La buona notizia è che dal 2028 non ci sarà più Trump”. Ma, conclude, “non abbiamo visibilità sui prezzi del carburante a giugno, per non parlare dell’inverno”.