Tra Roma e Milano la Guardia di Finanza ha scoperto un sistema di somministrazione illecita di manodopera che ha coinvolto circa 500 lavoratori irregolari. L’indagine, avviata dal 3° Nucleo operativo metropolitano di Roma e riferita al periodo 2023-2026, ha portato a sanzioni per 300 mila euro, al sequestro di cinque ristoranti e di tre società, e alla stima di una frode fiscale di circa 4 milioni di euro con omessi versamenti per altri 2 milioni.
Il meccanismo della “società serbatoio”
Al centro c’era una “società serbatoio”, priva di reale struttura imprenditoriale, che assumeva formalmente i dipendenti per poi «girarli» ai ristoranti, inclusi locali della movida con formula “all you can eat”. I contratti d’appalto sono risultati giuridicamente nulli: è stato quindi ricostruito il rapporto diretto tra addetti e ristoratori utilizzatori.
I controlli hanno interessato la Capitale e Milano; a Roma, casi sono stati rilevati ai Parioli e al Nomentano, oltre che in aree centrali molto frequentate. I lavoratori svolgevano mansioni varie — lavapiatti, sala, cucina, pulizie — con una paga media di 40 euro al giorno. Secondo gli accertamenti, oltre la metà dei 500 irregolari è stata individuata a Roma.
Frode di circa 4 milioni di euro
Le imprese coinvolte avrebbero utilizzato fatture emesse dalla “società serbatoio” per abbattere illegittimamente IVA e imposte dirette, generando una frode di circa 4 milioni di euro. È stato inoltre quantificato l’omesso versamento di ritenute e contributi previdenziali per circa 2 milioni, con effetti anche sulla concorrenza leale nel settore.
Poiché i contratti erano nulli, sono state comminate sanzioni per 300 mila euro ai ristoranti utilizzatori, con contestuale proposta di sospensione dell’attività. Il quadro investigativo descrive una catena di intermediazione fittizia che, di fatto, occultava rapporti di lavoro subordinato.
Un filone parallelo riguarda tre società titolari di cinque ristoranti in zone di pregio della Capitale — Fontana di Trevi, Trastevere, Piazza Venezia, Esquilino — che avrebbero ceduto fittizi rami d’azienda per eludere debiti verso Erario e creditori superiori a 2 milioni di euro, integrando gravi ipotesi di bancarotta fraudolenta.
Cinque ristoranti (con relative quote societarie) sequestrati
Per garantire continuità aziendale e tutela dell’occupazione, l’Autorità giudiziaria ha disposto il sequestro delle quote societarie e dei cinque ristoranti. La gestione è stata affidata a un amministratore giudiziario, con l’obiettivo di proseguire l’attività nel rispetto delle regole e dei diritti dei lavoratori.
L’indagine, coordinata dalla Procura di Roma, ha delineato un modello illecito che si reggeva su somministrazione fraudolenta, fatture “di comodo” e trasferimenti societari fittizi. Restano da definire gli sviluppi processuali e le eventuali responsabilità dei singoli soggetti coinvolti, soprattutto in relazione ai profili fiscali e fallimentari.
