Home Politics Ddl stupri: protesta al senato dei centri antiviolenza per il “consenso libero e attuale”

Ddl stupri: protesta al senato dei centri antiviolenza per il “consenso libero e attuale”

Ddl stupri: protesta al senato dei centri antiviolenza per il “consenso libero e attuale”

“Non faremo un passo indietro”: il presidio davanti al Senato

Circa 200 attiviste e lavoratrici dei centri antiviolenza di Roma si sono riunite in piazza di fronte al Senato, in concomitanza con la prima riunione del Comitato ristretto sul ddl Stupri, noto come ddl Bongiorno. Dal presidio è arrivato un messaggio univoco: “Noi non faremo un passo indietro finché non avremo il testo originario, quello approvato all’unanimità alla Camera”. La partecipazione è stata finalizzata a ribadire il principio del “consenso libero e attuale”. Il Comitato ristretto, proposto dalla leghista Giulia Bongiorno e presentato in commissione Giustizia del Senato, ha il compito di cercare una mediazione tra maggioranza e opposizione, ma secondo le manifestanti la strada maestra resta il ritorno al testo già licenziato, ritenuto l’unico in grado di evitare arretramenti nelle tutele.

Le voci delle operatrici: critiche al Comitato e all’emendamento Unterberger

“I centri antiviolenza hanno lottato per più di quarant’anni per affermare che i corpi delle donne sono liberi – racconta Simona Ammerata, operatrice della Casa Lucha y Siesta e membro di D.i.Re – e ora non torneremo indietro”. Anche Maura Cossutta, presidente della Casa Internazionale delle donne, boccia lo strumento della riscrittura: “Il Comitato non ha senso e noi non lo vogliamo legittimare”. Nel mirino finisce anche l’emendamento Unterberger, che tenta una conciliazione introducendo il concetto di dissenso. “La proposta dice due cose opposte – spiega Giulia Paparelli di Be Free – crea confusione e renderebbe impossibile portare avanti i processi per violenza sessuale”, poiché l’inserimento di elementi contraddittori genererebbe incertezza applicativa nelle aule di tribunale.

Il fronte delle associazioni: Non Una di Meno e Differenza Donna in piazza

Al presidio, oltre al movimento transfemminista Non Una di Meno, erano presenti diverse realtà storiche come la Casa internazionale delle donne, Lucha y Siesta e Differenza Donna. La composizione del fronte sottolinea l’attenzione dei centri territoriali e delle associazioni specializzate verso la riforma del codice penale. L’obiettivo finale resta il ripristino integrale del testo approvato all’unanimità alla Camera, mantenendo il riferimento centrale al consenso senza introdurre clausole che possano trasformarsi in ostacoli per le vittime durante l’iter giudiziario. La mobilitazione punta a salvaguardare l’asse definitorio del reato da ogni ipotesi di annacquamento normativo.