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Iran, Crosetto: “Non abbiamo imparato nulla”

Iran, Crosetto: “Non abbiamo imparato nulla”

Guido Crosetto descrive la guerra in Iran come una fase storica inedita: “Io spero che tutti si rendano conto di quello che stiamo vivendo. È una situazione che non ha precedenti nella storia dei decenni recenti. C’è una somma di criticità che si accumula e si autoalimenta, sempre più difficile da risolvere”. Per il ministro, “il rischio è la follia e quello che stiamo vivendo è un conflitto dove ad azione corrisponde reazione di un livello superiore”. Il riferimento è esplicito: “Sono esseri umani come noi quelli che hanno deciso che per far finire un conflitto fossero accettabili anche Hiroshima e Nagasaki. Purtroppo continuiamo ad avere armi nucleari e chi non le ha le cerca. Non abbiamo imparato nulla”. Un ammonimento che, nelle parole di Crosetto, mette al centro la responsabilità collettiva e la necessità di azioni diplomatiche immediatamente efficaci. Secondo il ministro, la crisi attuale “pone chi ha voglia di ragionare di fronte alla grande debolezza del multilateralismo, che non ha saputo prendere lezioni da quanto era accaduto nel secolo scorso e non ha consolidato gli anticorpi per ciò che stiamo vivendo ora”. E aggiunge: “L’ONU è stata lasciata morire lentamente: le abbiamo fatto perdere ogni capacità di influenza e di ruolo”.

Nel quadro militare, “in uno scenario come quello che stiamo affrontando conta purtroppo per noi soltanto la potenza, ma non illudiamoci che si possa parlare di potenza tecnologica o economica, quello che davvero stanno facendo contare è la potenza militare”. Tuttavia “a determinare la durata dei conflitti è la capacità di resistenza della parte più debole”, come “era successo già in Afghanistan… E così si è alimentato il terrorismo fondamentalista”. Su Washington, Crosetto osserva: “(Trump) è il leader di una nazione sovrana e nessuno dall’esterno è in grado di influenzarlo. Credo semplicemente che dovrebbe avere collaboratori più coraggiosi. Uno dei problemi di questa presidenza è che nessuno osa contraddire il Capo”. Sull’Alleanza atlantica: “Non credo che Trump possa uscire dalla Nato… Potrebbe invece decidere di ritirare i soldati dall’Europa. E questo ci renderebbe più deboli, meno difesi”. Servono “dialogo, attività diplomatica”, perché “questa guerra sta mettendo a rischio anche gli Stati Uniti nella loro leadership mondiale”.

Crosetto: “Noi siamo alleati degli Stati Uniti”

Capitolo europeo: “L’Europa fa ciò che può ma non mi pare con successo”. L’Italia, afferma, “ha preso una posizione importante e seria quando ha detto di non condividere questa guerra cercando di limitare al massimo i danni”. L’alleanza resta salda: “L’Italia non è alleata di Trump o Biden, noi siamo alleati degli Stati Uniti… Se non ci fosse la difesa della Nato ogni Paese rischierebbe molto di più e sarebbe molto più indifeso”. Sull’uso delle basi: “Lo negherò certamente… perché è falso… non è un tema gestito dalla politica ma militare… Abbiamo l’obbligo di lasciare aperte le basi… ma abbiamo regole”. Uno snodo tecnico-giuridico spesso oggetto di fraintendimenti e di scarso riconoscimento pubblico.

Il rischio di blocchi, Crosetto: “E’ ciò che si teme”

Sul rischio di blocchi: “È ciò che si teme. Non tutto ma molto. I margini di manovra sono inevitabilmente limitati, soprattutto se non si agisce tutti insieme”. Crosetto riferisce contatti internazionali: “Ho appena parlato con il mio collega giapponese e con il ministro del Kuwait”, e invita a non restare “bloccati sulle regole burocratiche fissate in tempi di crescita”. In politica interna chiede unità: “Maggioranza e opposizione devono deporre le armi”. Sulle critiche al viaggio nel Golfo della presidente del Consiglio parla di “atteggiamento infantile e ridicolo”. E chiude: “Obbligati a reggere perché tutto possiamo permetterci in questo momento, tranne una crisi”. Un invito, sopratutto, ad accellerare su diplomazia e coordinamento.