Home Economy Poste Italiane punta su Tim: lanciata un’offerta pubblica da 10,8 miliardi

Poste Italiane punta su Tim: lanciata un’offerta pubblica da 10,8 miliardi

Poste Italiane punta su Tim: lanciata un’offerta pubblica da 10,8 miliardi

Poste Italiane ha annunciato l’avvio di un’offerta pubblica di acquisto e scambio totalitaria (Opas) su Telecom Italia (Tim), con un corrispettivo complessivo di circa 10,8 miliardi di euro. L’operazione, formalizzata da una nota della società, mira a integrare due delle principali realtà industriali italiane per creare “un unico Gruppo” che si proponga come la più grande piattaforma di infrastruttura connessa del Paese.

Dalla rete fissa al Cloud: il piano per la sovranità digitale italiana

Secondo la comunicazione ufficiale, il piano porterà alla “più grande piattaforma di infrastruttura connessa“, con l’intento di consolidare la presenza in settori chiave come la rete fissa e mobile a livello nazionale, le infrastrutture cloud e i data center. Gli stakeholder beneficeranno della “capacità di offrire connettività sicura e sovrana“. L’iniziativa, inoltre, si inscrive nella strategia di lungo periodo di Poste Italiane, considerata “perfettamente coerente” con gli obiettivi industriali della società. Si punta a valorizzare sinergie, competitività e attrazione di investimenti, favorendo al tempo stesso l’innovazione e la sicurezza infrastrutturale, pilastri strategici per tutta l’economia nazionale.

I numeri dell’offerta: premio del 9% per gli azionisti Tim

Il corrispettivo previsto per gli azionisti Tim che aderiranno all’offerta sarà composto da una quota in denaro di 0,167 euro per ciascuna azione e da 0,0218 azioni ordinarie di Poste Italiane di nuova emissione per ogni azione portata in adesione. Questo significa che, per 5.000 azioni Tim, l’azionista riceverà 835,00 euro e 109 nuove azioni di Poste. La valorizzazione complessiva arriva a 0,635 euro per ogni azione Tim, con un premio del 9,01% rispetto al prezzo ufficiale registrato il 20 marzo 2026.

Nel caso di adesione completa da parte degli azionisti di Tim, saranno emesse fino a 371.986.879 nuove azioni ordinarie di Poste, pari al 22,17% del capitale dopo l’aumento di capitale. Il controvalore massimo dell’operazione, considerando sia la componente monetaria sia quella in azioni, sfiora 10,83 miliardi di euro. Il perfezionamento dell’Opas è atteso entro la fine del 2026. L’obiettivo esplicito è il delisting delle azioni Tim da Euronext Milan, per favorire l’integrazione e preservare l’avviamento operativo nei settori di riferimento, senza procedere a una fusione immediata tra le due società.

Sindacati in rivolta: “Basta sacrifici, ora i dipendenti partecipino agli utili”

Raffaele Roscigno, Segretario Generale di SLP CISL, ha dichiarato che l’operazione è “la conferma che Poste Italiane è oggi un’azienda solida, competitiva e proiettata sul futuro”. Roscigno aggiunge: “Un’azienda che può permettersi un’acquisizione di questa portata non può al tempo stesso chiedere ulteriori sacrifici ai propri dipendenti. È il momento di aprire una stagione nuova, quella della partecipazione dei lavoratori ai risultati dell’impresa”. Il sindacato rivendica “che l’applicazione della Legge 76/2025 a Poste Italiane non è più rinviabile: i lavoratori che renderanno possibile questa operazione devono esserne protagonisti, non spettatori”.

Verso un nuovo assetto Paese: rischi e opportunità del mercato

L’operazione proposta configura uno dei passaggi più rilevanti nel settore delle comunicazioni e dei servizi integrati italiani degli ultimi anni. Rimangono ora da seguire gli sviluppi relativi all’adesione degli azionisti, alle approvazioni societarie e agli effetti che il nuovo assetto potrà avere sull’intero sistema Paese. Si segnala che la tempistica potrebbe subire variazzioni legate a decisioni assembleari o a condizioni di mercatto, ancora difficili da prevedere nella loro interezza.