Home Politics Addio a Umberto Bossi: morto a 84 anni il fondatore della Lega e padre della Padania

Addio a Umberto Bossi: morto a 84 anni il fondatore della Lega e padre della Padania

Addio a Umberto Bossi: morto a 84 anni il fondatore della Lega e padre della Padania

Umberto Bossi, figura centrale della politica italiana, è morto ieri a Varese all’età di 84 anni. Il fondatore della Lega, noto come il Senatur, era malato dal 2004, quando un ictus lo colpì mentre si esibiva con Mino Reitano in un duetto che rimarrà nella memoria di molti: “Italiaaa, Italiaaa”, cantava Reitano; “Padaniaaa, Padaniaaa”, ribatteva Bossi. Da allora, la sua attività pubblica è stata progressivamente limitata, anche a causa della salute compromessa che lo aveva costretto a restare spesso nella casa di Gemonio.

L’invenzione della Padania: un nuovo codice politico

Bossi ha creato, attraverso la Lega, un nuovo linguaggio e una nuova identità territoriale che hanno segnato la storia recente d’Italia. Come riportato nelle cronache, “non ha creato solo la Lega gli è riuscito di dare dignità a un sentimento, all’idea che c’è un Paese dentro il Paese”. Fu eletto per la prima volta al Senato nel 1987, introducendo nel lessico comune la parola “Padania” e portando alla ribalta una narrazione che ha motivato e allenato centinaia di amministratori locali.

Un rapporto di amore-odio: il patto d’acciaio con il Cavaliere

Il rapporto con Silvio Berlusconi rappresenta una delle fasi più emblematiche e complesse della sua carriera. In trent’anni di politica i due furono “nemici, amici, alleati, rivali: tutto e il contrario di tutto”. L’alleanza portò la Lega Nord al governo e Bossi al ruolo di ministro delle Riforme; tuttavia, non mancarono forti contrasti, finché una stretta di mano ad Arcore nel 1994 segnò una riconciliazione politica e personale. Secondo quanto ricordato, Berlusconi fu per Bossi “come un fratello” e la tradizione delle cene del lunedì sera a Villa San Martino sancì un patto che “vince le elezioni, i due governano insieme ma il rapporto è ancora difficile”.

Canottiera e provocazione: il leader che parlava alla pancia del Nord

Bossi ha segnato la politica anche grazie a gesti e simboli fuori dalla tradizione: famoso il suo dito medio alzato, la celebre canottiera sfoggiata “sulle spiagge della Sardegna nell’estate del 1994” e il modo diretto di rapportarsi alla gente. La sua comunicazione era spesso fondata sul corpo e sulla provocazione, come osservato “ogni gesto, ogni posa, ogni abito raccontava una politica diversa: diretta, provocatoria, fuori dagli schemi della Prima Repubblica“.

L’eredità del Senatur: il cordoglio di Matteo Salvini

Nel giorno della sua morte, la Lega ha annullato tutti gli eventi in programma. Matteo Salvini, attuale segretario del partito, ha dichiarato: “Oggi la Lega annulla tutti gli appuntamenti sul territorio. Questa è la Lega con decine di migliaia di iscritti che c’è grazie a lui”. Salvini ha poi sottolineato: “Quello che lascia è una eredità valoriale e di battaglia: mai mollare, mai arrendersi, spesso contro tutti. Se si cade ci si rialza anche a 84 anni“.

La fine di un’epoca: dal “Roma Ladrona” alla storia

Umberto Bossi ha attraversato più di vent’anni di vita politica nazionale, contribuendo a cambiare per sempre il panorama dei partiti e dei linguaggi politici italiani. Personaggio spesso controverso, capace di gesti e retorica divisiva («Fora dai ball“, “Roma ladrona”»), ha rappresentato per molti la voce di un Nord produttivo e di un’Italia che si sentiva trascurata dal potere centrale.

Il commiato che riceve dalla famiglia, dal partito e dagli avversari riconosce una personalità che, pur con i suoi limiti, ha saputo imprimere una svolta profonda all’interpretazione della politica territoriale in Italia. Oggi, la Lega e il Paese “si uniscono in una giornata di cordoglio e amicizia”, segnando la chiusura definitiva di un’epoca.