Home Economy Copenaghen, lo chef Redzepi lascia il celebre ristorante Noma dopo gli abusi: “Le scuse non bastano”

Copenaghen, lo chef Redzepi lascia il celebre ristorante Noma dopo gli abusi: “Le scuse non bastano”

Copenaghen, lo chef Redzepi lascia il celebre ristorante Noma dopo gli abusi: “Le scuse non bastano”

Negli ultimi mesi, il celebre ristorante Noma di Copenaghen è stato investito da una serie di gravi accuse provenienti da ex dipendenti. Un’inchiesta giornalistica ha dato voce a 35 persone che avevano lavorato nella cucina guidata dallo chef René Redzepi, raccontando episodi che vanno dall’abuso psicologico alle intimidazioni, dal body shaming fino allo scherno pubblico. Vengono riferiti anche casi di violenza fisica avvenuti tra il 2009 e il 2017. Una delle ex chef ha dichiarato: “Andare al lavoro era come andare in guerra“.

Redzepi ammette sui social: “Le mie azioni hanno danneggiato chi lavorava con me”

René Redzepi, attraverso lunghi post pubblicati sui social, ha deciso di rispondere pubblicamente alle accuse. Pur non riconoscendo “tutti i dettagli” riportati nelle testimonianze, lo chef ha ammesso: “Vedo abbastanza del mio comportamento passato riflesso in esse da capire che le mie azioni hanno danneggiato le persone che lavoravano con me“. E ancora: “A coloro che hanno sofferto sotto la mia guida, il mio cattivo giudizio o la mia rabbia, dico: sono profondamente dispiaciuto e ho lavorato per cambiare”.

Redzepi ha precisato che la sua formazione, iniziata in cucine dove “urla, umiliazioni e paura erano parte della cultura”, lo aveva portato a promettere che non avrebbe mai ripetuto certi comportamenti. Tuttavia, dopo l’apertura del Noma, ammette che “la pressione ha iniziato ad aumentare” e di essere diventato proprio lo chef che non voleva essere. “Non ero in grado di reggere la pressione, i piccoli errori potevano sembrarmi enormi, e ho reagito in modi di cui mi pento profondamente oggi”, ha scritto, raccontando come abbia scelto di intraprendere un percorso che include terapia e riflessione, e un progressivo allontanamento dalla gestione quotidiana della cucina.

Le dimissioni di Redzepi: “Le scuse non sono sufficienti”

Nonostante le scuse e i cambiamenti adottati dal Noma negli ultimi anni, tra cui nuove procedure per le risorse umane e il miglioramento degli orari di lavoro, Redzepi ha ritenuto le proprie scuse insufficienti. In un recente messaggio, ha spiegato: “Le scuse non sono sufficienti: mi assumo la responsabilità delle mie azioni. Dopo oltre due decenni trascorsi a costruire e guidare questo ristorante, ho deciso di fare un passo indietro e permettere ai nostri straordinari leader di guidare il ristorante nel suo prossimo capitolo”. Contestualmente si è anche dimesso dal consiglio di amministrazione di MAD, l’organizzazione no-profit da lui fondata.

Il futuro del Noma

Riguardo al prosieguo dell’attività, Redzepi rassicura: “Il Noma di oggi è più forte e più stimolante che mai. Siamo aperti da 23 anni e sono incredibilmente orgoglioso delle nostre persone, della nostra creatività e della direzione in cui sta andando”. La squadra attuale continuerà a guidare il locale, anche durante la prossima residenza a Los Angeles. “Noma è sempre stato più grande di una sola persona”, conclude lo chef, sottolineando che il futuro del ristorante rimarrà “aperto alle idee, alla scoperta di nuovi sapori e a immaginare cosa il cibo potrà diventare nei decenni a venire”.