Dopo 156 anni di attività, la storica casa editrice e libreria Hoepli di Milano entra ufficialmente in liquidazione. L’assemblea dei soci di Hoepli SpA, riunitasi nel pomeriggio del 10 marzo, ha deliberato lo scioglimento volontario della società. Una scelta descritta in una nota aziendale come frutto di “una sofferta e approfondita riflessione sulla situazione complessiva”, determinata da “risultati di esercizio negativi correlati con l’andamento previsionale del mercato editoriale e librario” e dall’“impossibilità di far cessare il gravoso conflitto endosocietario”.
I motivi della liquidazione
Secondo la comunicazione ufficiale della società, la liquidazione rappresentava “l’unica soluzione giuridicamente appropriata per evitare la dispersione del patrimonio aziendale e assicurarne, per quanto possibile, la migliore salvaguardia”. Il bilancio più recente (al 30 giugno 2025) ha evidenziato una perdita di circa un milione di euro, un calo degli utili dell’8,5% a 29,56 milioni di euro e una riduzione del 14,6% dei costi del lavoro a 4 milioni. Nonostante i debiti siano diminuiti notevolmente, il clima di incertezza, acuito da tensioni tra i soci, ha spinto verso la liquidazione.
I conflitti interni
La decisione è stata occasione di divisione tra i soci. Giovanni Nava, titolare del 30% delle azioni, ha dichiarato: “Prendo atto con grande dispiacere della decisione della maggioranza dei soci di Hoepli Spa, che in assemblea hanno votato a favore della liquidazione della società e della cessione dell’azienda anche frazionata in rami o, addirittura, del tutto disgregata. Mi sono opposto nel corso della riunione a questa deriva”. Nava assicura che proseguirà nelle sedi opportune per salvaguardare la storia della casa editrice e la tutela dei “90 lavoratori e lavoratrici di Hoepli”.
Le reazioni dei lavoratori e dei sindacati
I circa novanta dipendenti hanno proclamato scioperi e iniziative pubbliche davanti alla sede milanese di via Hoepli. In una nota, i lavoratori sottolineano “il disappunto sulla situazione di incertezza sul futuro dell’azienda”, segnalando la mancanza di prospettive e un piano industriale concreto. I sindacati Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilcom-Uil denunciano che tale incertezza “influisce inoltre su autori, fornitori e clienti” e contestano “scelte unilaterali che non tengono in considerazione il rapporto tra azienda e sindacati”.
Il valore culturale di Hoepli
Fondata nel 1870 dallo svizzero Ulrico Hoepli, la libreria è diventata un simbolo di cultura tecnica e scientifica a Milano e in Italia. Nel corso di decenni il marchio Hoepli è stato punto di riferimento per studenti, professionisti ed editori, con pubblicazioni celebri nel campo dei manuali tecnici, dizionari e testi universitari. Malgrado i tentativi recenti di vendita di alcuni rami d’azienda, la prospettiva prevalente resta ad oggi la liquidazione.
Prezioso ma incerto il futuro
L’avvocata Laura Limido è stata nominata liquidatrice della società, con l’obiettivo di assicurare “imparzialità ed efficienza in un quadro di pieno rispetto dei diritti dei creditori, dei dipendenti e di tutti i soggetti interessati”. Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha auspicato senso di responsabilità verso lavoratori e città. Resta incerto il destino di un capitolo fondamentale della storia culturale milanese, mentre i lavoratori si preparano a nuove iniziative per difendere un patrimonio editoriale che rischia davvero di disperdersi tra le pieghe della crisi economica e delle divisioni interne.
