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Urbanistica, ecco perché sono a rischio i soldi di tutti i milanesi

Urbanistica, ecco perché sono a rischio i soldi di tutti i milanesi

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Ieri a Palazzo Marino si è tenuta una commissione nella quale il capo dell’avvocatura comunale Mandarano ha informato del fatto che ci sono decine di costruttori che hanno fatto ricorso al Tar sulle nuove regole dell’urbanistica milanese. E’ argomento complesso che vale un passo indietro perché ci riguarda tutti. Spoiler: la situazione è talmente grossa e spessa che il Comune potrebbe avere un contraccolpo enorme dal punto di vista dei rischi per il bilancio futuro. Quindi ci riguarda tutti, non solo quelli che hanno comprato casa (le famose “Famiglie Sospese“) e non solo quelli che vogliono costruire.

Quindi, proviamo a spiegare semplice semplice la questione. Ci sono delle norme, tre anni fa, che consentono certe procedure accelerate. I costruttori usano le norme che ci sono. Vengono rilasciati titoli edilizi dal Comune, che ritiene validi questi iter burocratici. Quindi, una cosa è certa: i costruttori hanno le carte in regola. Poi però arriva la Procura che ipotizza – ancora un giudice terzo non si è pronunciato – che tutto quell’iter sia sbagliato, e quindi quelle carte non siano in regola, ma carta straccia. Si apre il vaso di Pandora.

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Il Comune, per cercare di tutelarsi, interviene sulle regole, cambiandole come vorrebbe la Procura. Alcuni costruttori si sottomettono. Altri semplicemente dicono: noi avevamo le carte in regola, la colpa è vostra, che cosa volete da noi? Ora, il problema è proprio questo. I costruttori, laddove non ci siano corruzioni o altro – che per adesso non sono state accertate – di colpe ne hanno ben poche: hanno preso le regole che c’erano e le hanno seguite. Un domani potrebbero tranquillamente dire, e alcuni lo stanno già facendo: io ho fatto tutto bene, ho investito milioni, volevo guadagnare quanto mi era consentito dalla legge. Visto che voi avete cambiato in corsa le regole, adesso mi pagate. Dubito che ci sia un giudice in Italia che potrebbe dare loro torto se si mettessero a chiedere indennizzi.

E questi indennizzi da chi sarebbero pagati? Ma ovviamente dal Comune di Milano. E di chi sono i soldi del Comune di Milano? Dei cittadini milanesi. Per questo urge una soluzione normativa che metta al riparo i soldi di tutti da quello che sembra un pasticcio mostruoso nel quale non si capisce più il confine tra Procura, norme, costruttori e pure cittadini milanesi.

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