Il giudice dell’udienza preliminare di Roma ha disposto il rinvio a giudizio per Stefano Bandecchi, sindaco di Terni e leader di Alternativa Popolare, nell’ambito di un’inchiesta per presunta evasione fiscale.
Secondo la Procura, Bandecchi avrebbe omesso il versamento di imposte per circa 20 milioni di euro tra il 2018 e il 2022, agendo come amministratore di fatto dell’Università telematica Niccolò Cusano (Unicusano). In alcune contestazioni si fa riferimento a un periodo compreso tra il 2016 e il 2021 e a una cifra che supera i 20 milioni di euro. Il processo inizierà il 4 giugno davanti al tribunale monocratico di Roma.
Quali sono le accuse della Procura
Gli inquirenti sostengono che l’ateneo avrebbe operato con modalità tipiche di un’attività commerciale, beneficiando però di agevolazioni fiscali riservate agli enti universitari. L’accusa ipotizza quindi un utilizzo illecito di tali benefici per attività ritenute di natura imprenditoriale. Le indagini, condotte dalla Guardia di Finanza, contestano inoltre una gestione delle risorse dell’università che avrebbe portato a spese considerate estranee alle finalità istituzionali dell’ateneo. Tra gli elementi citati figurano acquisti di beni di lusso e altre spese personali. Oltre a Bandecchi, andranno a processo anche tre ex dirigenti che hanno ricoperto incarichi di responsabilità nella stessa università.
La reazione di Bandecchi: “Me lo aspettavo, dimostreremo la nostra innocenza”
Presente in aula al momento della decisione, Bandecchi ha commentato: “Nessuna sorpresa, me lo aspettavo, tutto come previsto. Speriamo di poter dimostrare nel processo la nostra innocenza”. Assistito dai suoi legali, Filippo Morlacchini e Ali Abukar, il sindaco ha lasciato il palazzo di giustizia ribadendo la fiducia nell’esito del dibattimento.
