Home Politics Geopolitics Caccia e missili, scatta l’attacco di Regno Unito e Usa agli Houthi: gli scenari

Caccia e missili, scatta l’attacco di Regno Unito e Usa agli Houthi: gli scenari

Caccia e missili, scatta l'attacco di Regno Unito e Usa agli Houthi: gli scenari

Perché leggere questo articolo? Si infiammano Mar Rosso e Yemen dopo le decine di raid di Usa e Regno Unito contro gli Houthi. L’obiettivo? Interdire nuove operazioni marittime contro il traffico merci.

Il Mar Rosso e lo Yemen si incendiano: nella notte una coalizione guidata da Regno Unito e Stati Uniti ha avviato le operazioni militari in Yemen contro i miliziani Houthi che da un mese circa stanno operando l’interdizione del commercio navale sulla rotta dall’Oceano Indiano al Mar Mediterraneo. Dalle immagini diffuse si nota che le forze armate statunitensi e britanniche hanno utilizzato missili Tomahawk lanciati da navi da guerra e aerei da combattimento negli attacchi.

L’assalto di Londra e Washington agli Houthi

Sono stati effettuati strike contro gli Houthi in 16 siti che si trovano nella capitale yemenita Sana’a, occupata da otto anni dagli Houthi, e nei centri di Hudaydah, Dhamar e Saada. Gli obiettivi militari delle forze angloamericane includono hub logistici, sistemi di difesa aerea e depositi di armi. Oltre 100 gli strike effettuati. I caccia Typhoon e Tornato britannici sono decollati dalla base cipriota di Akrotiri. La Royal Air Force ha dichiarato di aver colpito con i Tornado l’aeroporto di Abbs, che l’intelligence ha dimostrato che è stato utilizzato per lanciare sia missili da crociera che droni sul Mar Rosso. I Typhoon partiti da Cipro hanno colpito aree dello Yemen del Nord usate per il lancio di droni.

 

I Tomahawk americani lanciati dai cacciatorpediniere classe Arleigh Burke e i missili lanciati dagli aerei decollati dalla portaerei Uss Eisenhower hanno colpito infrastrutture di comando e hub missilistici degli Houthi. Il Pentagono ha comunicato che l’attacco avrebbe evitato nuovi assalti Houthi al traffico navale: £Se non fosse stato per questa missione difensiva, non abbiamo dubbi che le navi sarebbero state colpite, forse addirittura affondate, inclusa in un caso una nave commerciale piena di carburante per aerei”, ha detto una fonte della Difesa Usa a Carla Babb di Voice of America.

Coalizione di dieci Paesi contro gli Houthi

Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden e il primo ministro britannico Rishi Sunak hanno rilasciato una dichiarazione sugli attacchi in cui si esplicita che la coalizione di sostegno a Usa e Regno Unito è ampia. Nell’operazione sono infatti coinvolti altri otto Paesi: Australia, Bahrein, Canada, Danimarca, Germania, Paesi Bassi, Nuova Zelanda, Corea del Sud. “Questi attacchi mirati sono un chiaro messaggio che gli Stati Uniti e i nostri partner non tollereranno attacchi al nostro personale né permetteranno ad attori ostili di mettere in pericolo la libertà di navigazione in una delle rotte commerciali più critiche del mondo”, ha dichiarato Biden.

Chiaro il riferimento ai continui raid con cui gli Houthi hanno nelle scorse settimane provato a interdire i commerci nel Mar Rosso, causando un effetto a valanga sul traffico marittimo mondiale e portando molti spedizionieri a rinunciare all’area calda per i traffici Europa-Asia, sostituendola con il periplo dell’Africa via Capo di Buona Speranza. Washington e Londra, inoltre, vedono la lunga mano dell’Iran dietro la destabilizzazione della regione per mano degli Houthi, che sono armati e riforniti da Teheran.

Che scenari si aprono

L’attacco intende sopprimere la capacità offensiva degli Houthi e far tornare a fluire i commerci nel Mar Rosso con regolarità, in un’area geografica che vede però i ribelli del gruppo chiamato ufficialmente Ansar al-Allah controllare cospicue aree della costa yemenita vicino alla strozzatura di Bab-el-Mandeb.

“Collo di bottiglia” obbligato per i commerci. L’ipotesi di un attacco risolutivo, un decapitation strike capace di interdire ogni futura azione, va ancora dimostrata fattualmente. E non è detto che l’operazione angloamericana sostenuta dalla coalizione internazionale sia una campagna destinata a esaurirsi in una notte o se saranno necessarie nuove incursioni. Capaci, potenzialmente, di surriscaldare ulteriormente la tesa situazione geopolitica che inquieta, dallo scoppio della guerra tra Israele e Hamas, il Grande Medio Oriente, il Mediterraneo e il Mar Rosso. Gli Houthi hanno comunicato che continueranno a bersagliare le navi: ne saranno ancora capaci? Dal gioco di azioni e reazioni capiremo come proseguirà la campagna militare che allarga al Mar Rosso l’arco di conflitti che avvolge una delle aree più tese del pianeta.