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Dramma a Lampedusa: disperso in mare un bambino di due anni dopo il naufragio

Dramma a Lampedusa: disperso in mare un bambino di due anni dopo il naufragio

Nel tardo pomeriggio di sabato, un’imbarcazione di circa 9 metri partita da Sfax è colata a picco. Secondo le ricostruzioni, il natante aveva lasciato la Tunisia venerdì sera, ma all’arrivo della Guardia Costiera era già parzialmente inabissata, con decine di migranti finiti in acqua.

Sessantaquattro salvati e un disperso: il dramma della madre della Sierra Leone

I militari della Guardia costiera sono riusciti a recuperare 64 persone, tra cui 14 donne e 10 minori, provenienti principalmente dall’Africa occidentale. Tra i superstiti c’è una donna della Sierra Leone che, nel caos della caduta in mare, ha perso il contatto con il figlio di due anni. Mentre la madre è sbarcata nella notte, la motovedetta Cp 271 e il velivolo Manta continuano a setacciare l’area alla ricerca del piccolo.

L’atto d’accusa di Save the Children: «Politiche che ignorano la vita umana»

L’organizzazione umanitaria ha rilasciato una dura dichiarazione, affermando che il bambino ha pagato il prezzo di scelte politiche che privilegiano la difesa dei confini rispetto al salvataggio di vite umane. Save the Children ha ricordato che ogni anno, negli ultimi tre anni, oltre 100 bambini sono morti o risultati dispersi nel Mediterraneo, sottolineando la gravissima responsabilità che ricade sull’Ue e sui suoi Stati membri.

Soccorsi sotto scacco: le critiche al nuovo disegno di legge sull’immigrazione

L’ONG ribadisce la necessità di attivare un sistema di ricerca e soccorso coordinato e di aprire canali regolari e sicuri verso l’Europa. Sotto accusa finisce anche la tendenza normativa tesa a sanzionare e limitare l’azione delle imbarcazioni delle organizzazioni non governative o mercantili, in contrasto con il diritto marittimo internazionale, come previsto da alcune norme del nuovo disegno di legge sull’immigrazione.

Ricerche a oltranza: il futuro incerto dei soccorsi nel Mediterraneo

Le operazioni proseguiranno fino all’esaurimento di ogni possibilità di individuare il disperso, nonostante le speranze siano ridotte al minimo. Il caso evidenzia ancora una volta le difficoltà operative e le tensioni tra sicurezza nazionale e tutela della vita, con il rischio che le nuove disposizioni legislative abbiano impatti concreti sulle future dinamiche di intervento in mare.