Nel corso delle ultime settimane, le autorità britanniche hanno intensificato l’esame delle accuse rivolte ad Andrea Mountbatten-Windsor, ex duca di York e fratello minore di re Carlo III, in merito ai legami stretti con Jeffrey Epstein. Gli elementi emersi dopo la pubblicazione dei cosiddetti Epstein files, che includono e-mail scambiate tra Andrea e il finanziere, hanno messo in luce il presunto sfruttamento della posizione privilegiata da parte del principe, “per stringere il legame con Jeffrey Epstein” ed eventualmente condividere informazioni riservate alle quali aveva accesso in veste di inviato speciale per il commercio internazionale.
Re Carlo “pronto a collaborare con la polizia”
Di fronte alla gravità della situazione, Buckingham Palace ha diffuso una dichiarazione ufficiale: “Re Carlo ha espresso, con parole e attraverso azioni senza precedenti, la propria profonda preoccupazione per le accuse che continuano a emergere” riguardo al comportamento di Andrea. “Le specifiche accuse in questione spettano al signor Mountbatten-Windsor affrontarle”, ribadisce il comunicato, chiarendo che “qualora la Thames Valley Police dovesse contattare la Casa reale, Buckingham Palace è pronto a fornire il proprio supporto, come ci si aspetterebbe”. Il Palazzo ha inoltre sottolineato la solidarietà della famiglia reale “alle vittime di qualsiasi forma di abuso”.
Quali sono le mail incriminate che hanno condannato Andrea
I nuovi dettagli riguardano in particolare il periodo 2010-2011, quando Andrea era inviato speciale per il commercio e gli investimenti. Alcune e-mail dimostrerebbero che il principe abbia inoltrato a Jeffrey Epstein report confidenziali relativi a missioni in Asia, ottenuti dal suo consigliere particolare, Amit Patel. Gli stessi documenti, prodotti per conto del governo e contenenti colloqui riservati, sarebbero stati spediti a Epstein “cinque minuti dopo averli ricevuti”.
Un episodio simile emerge riguardo la regione Helmand in Afghanistan: Andrea avrebbe condiviso informazioni sulle opportunità di investimento nella regione, a cui si aggiunge una e-mail in cui invita Epstein a interagire con personalità chiave negli Emirati Arabi. Tutto ciò, nonostante i regolamenti ufficiali impongano agli inviati di mantenere la riservatezza su informazioni sensibili di carattere commerciale e politico. Andrea ha sempre rigettato ogni addebito, dichiarando nel 2019 alla BBC di aver interrotto ogni rapporto con Epstein già nel 2010.
Le ripercussioni degli Epstein files sul governo. Starmer in bilico
La polizia britannica ha confermato di “aver ricevuto questo rapporto” e di “valutare le informazioni in linea con le procedure stabilite”. L’attivista monarchico Graham Smith ha presentato una denuncia, sottolineando come le nuove e-mail costituiscano una possibile violazione delle norme di riservatezza. Intanto, anche il principe e la principessa del Galles hanno espresso preoccupazione per le continue rivelazioni.
Lo scandalo ha avuto ripercussioni anche sulle istituzioni: la posizione del primo ministro Keir Starmer è divenuta oggetto di pressanti richieste di dimissioni, dopo il ritiro di due importanti membri dello staff, e l’emergere di intrecci tra esponenti Labour e Jeffrey Epstein. Tuttavia, fonti ufficiali hanno precisato che Starmer “resta determinato a portare avanti il lavoro” e gode ancora del “sostegno unanime” del governo.
Nel contesto di una crisi senza precedenti per la monarchia britannica, le indagini sono tuttora in corso: la pubblicazione di nuovi atti è richiesta da esponenti politici come Vince Cable, ma i documenti ufficiali restano secretati fino al 2065. Nel frattempo, la Royal Family e gli organismi politici sono chiamati a rispondere con trasparenza e disponibilità alla cooperazione secondo quanto dichiarato
