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Troppe liti interne allo sci italiano: vediamo di non giocarci le Olimpiadi

Siamo nella stagione delle Olimpiadi. Già le speranze di medaglia sono limitate. Sciuparle per delle liti interne sarebbe folle

Non sembra essere nata sotto una buona stella la stagione dello sci italiano in Coppa del Mondo. E non solo perché i primi risultati sono stati deludenti. Nella gara di apertura, ad esempio, lo slalom gigante femminile sul ghiacciaio di Solden (una sorta di gara pre anticipata per dare modo a sponsor e aziende del settore di mostrare i nuovi sci, scarponi e materiali vari) le nostre azzurre che in questa specialità sono tra le grandi favorite, hanno deluso. Solo Sofia Goggia ha terminato la gara con un poco onorevole 16° posto, mentre le due «stelle», Marta Bassino e Federica Brignone, sono uscite di pista.

Stessi risultati mediocri nei due slalom speciali femminili sulle nevi di Levi, dominati da Petra Vhlova e con l’Italia che chiude don il 21° posto nella prima gara ed il 16° della seconda di Martina Peterlini (atleta di buone speranze).

Insomma, male, maluccio. Ma le notizie negative non si fermano qui. Anzi, il peggio per il Team Azzurro, soprattutto donne, è legato a quello che sta succedendo fuori dalle gare. La spaccatura tra Federica Brignone ed il resto della squadra è infatti definitiva con tanto di benestare dei vertici tecnici della Federazione stessa, con tutte le pericolose tensioni che si trascina (e le inevitabili ripercussioni sulla resa in gara).

Federica Brignone, campionessa assoluta ma dal carattere non proprio malleabile, chiede un team privato, non vuole più allenarsi con il resto della squadra femminile, dove c’è Marta Bassino la vincitrice della Coppa di Slalom Gigante dello scorso anno (che le ha tolto lo scettro di gigantista numero 1 della Nazionale) e Sofia Goggia, altro «peperino» che mal si combina con la Brignone (tradotto: tra le due non scorre buon sangue, e da tempo).

Brignone vuole così fare storia a sé e chiede soprattutto di avere accanto come tecnico ma non solo il fratello, Davide. La Federazione prima dice no (soprattutto a Davide) ma poi, quest’anno, cede. Federica si allena da sola, a volte unendosi a team anche maschili stranieri; comunque sia lontana dal resto della Valanga Rosa. E questo non piace a diverse compagne di squadra, tecnici e persone dell’ambiente.

La scelta della Federazione di cedere alle richieste della Brignone è stata anche oggetto di critica di ex sciatori, commentatori tv ed esperti secondo cui la Federazione (come ha detto ad esempio Paolo De Chiesa secondo cui la «Federazione ha sbagliato due volte»). Critiche aspre al punto che lo stesso Davide Brignone ha voluto far sentire la sua con una lunga intervista nella quale spiega di essere «pagato dalla sorella di tasca sua…» e che «il rapporto con i tecnici della Fisi è buono sulle piste».

Sarà ma le voci che girano nei parterre ed agli arrivi è di una squadra spaccata, di una tensione palpabile. Che rischia di riflettersi sulla resa delle gare in pista. Siamo nella stagione delle Olimpiadi. Già le speranze di medaglia sono limitate a poche specialità (nelle donne come detto in speciale non abbiamo speranze e lo stesso dicasi con gli uomini in speciale ed in gigante; meglio va nelle discipline veloci). Sciuparle per delle liti interne sarebbe folle.