Si chiude il calciomercato estivo: ecco le nostre pagelle

Pochi soldi, ma ormai non è una novità. Qualche idea interessante in più e questa, invece, è una scoperta piacevole

Pochi soldi, ma ormai non è una novità. Qualche idea interessante in più e questa, invece, è una scoperta piacevole perché il calcio italiano sta provando a ritagliarsi uno spazio dentro il mondo globale del pallone che ci vede ormai condannati a rincorrere gli altri. Il mercato che si è chiuso è stato lungo è pieno di momenti diversi, si è intrecciato con l’inizio della stagione più folle di sempre ma a differenza di quello che si poteva immaginare non ha visto le squadre rincorrere i primi risultati per rendere le ultime giornate una sorta di sessione di riparazione.

Chi ha fatto meglio? Ecco una pagella delle big o presunte tali che non significa una griglia sulla loro competitività ma un giudizio su come hanno operato in sede di trattativa.

MILAN (voto 8,5) – Alzi la mano chi ritiene che Pioli abbia a disposizione un Milan meno forte dell’anno scorso. Nessuno. Almeno in partenza, poi si vedrà perché molto passa anche dalla conferma dello spirito della stagione dello scudetto.

De Ketelaere promette di essere un diamante scovato ancora grezzo, in puro Elliott style. Gli altri sono prospetti e per come è andata in passato viene difficile non dare credito a Maldini e Massara. L’incognita resta la fascia destra dove si poteva fare qualcosa in più.

INTER (voto 7) – Lukaku colpo top e gli investimenti su diversi giovani già pronti. Non succedeva da un paio di stagioni e Marotta ha colto l’occasione per seminare anche per il futuro.

Mercato che si è un po’ incartato sulla vicenda Bremer e che consegna a Inzaghi una squadra corta solo in difesa, anche se il colpo last minute di Acerbi ha accontentato Inzaghi. Da qui il voto in meno rispetto all’8 che altrimenti sarebbe stato meritatissimo. Qualche problema in uscita che rimanda al prossimo mese di giugno.

JUVENTUS (voto 7,5) – Senza un regista di livello (Paredes) sarebbe stato largamente incompleto e appena sufficiente.

Un paradosso visto qualità e quantità dei nuovi arrivi che costringono Allegri a correre per lo scudetto senza se e senza ma. Attenzione, però, perché il lavoro non è stato finito e la squadra non è totalmente simmetrica, il che crea problemi se (come già accaduto) ci saranno guai fisici nei giocatori chiave. Qualche rischio è stato preso: manca il vice Vlahovic, ad esempio, e anche in difesa molto è legato all’esplosione di Gatti.

In più le ultime cessioni di Arthur e Zakaria forse creano un vuoto di organico a centrocampo.

ROMA (voto 8) – Mercato di sostanza e appeal, quello che serviva per una piazza che ha riassaporato il piacere della vittoria e che sta travolgendo di entusiasmo i propri beniamini. Seriamente: non pare da scudetto. Però Dybala vale un’estate e in ogni settore Pinto ha lavorato per alzare il tasso di qualità del gruppo.

Mourinho si lamenta comunque di quanto speso ma finge: il conto totale, stipendi compresi, non può essere paragonato a quello di altre avversarie.

NAPOLI (voto 7,5) – Mercato difficile da interpretare perché composto di due parti ben distinte. Nella prima De Laurentiis si è incaricato di chiudere per sempre il ciclo sarriano, anche a costo di lasciar partire uomini che sarebbero serviti a livello di esperienza in campo e spogliatoio (voto 5).

Nella seconda ecco i botti, alcuni dei quali come Kvara preparati per tempo e superando la concorrenza internazionale (voto 9). E’ evidente che le potenzialità andranno scoperte strada facendo, ma il materiale messo in mano a Spalletti sembra adeguato per ripartire pensando in grande. Il mezzo voto in più rispetto alla media viene dalla scelta di evitare di cadere nella ‘trappola’ Ronaldo: affascinante ma troppo condizionante per tutti e in controtendenza rispetto al rinnovamento.

LAZIO (voto 6,5) – La sensazione è che qualcosa sia mancato, sia in entrata che in uscita. Non è detto sia un male (Luis Alberto soprattutto), tralasciando il solito tormentone Milinkovic Savic, però per la prima volta Sarri ha avuto qualcosa che fosse vicino alla sua idea di calcio. Intrigante.

ATALANTA (voto 6) – Il giudizio più corrosivo lo ha dato Gasperini, dunque bisogna fidarsi. L’impressione è che sia stata compiuta metà dell’opera ma questo non significa che i bergamaschi non siano pericolosi in zona Europa, considerato che saranno gli unici senza impegni nelle coppe e con tanta voglia di rivalsa.

FIORENTINA (voto 6) – Italiano si è meritato il rinnovo, atto iniziale di un’estate senza fuochi d’artificio ma con l’obiettivo di sostituire chi ha salutato, cominciando da Vlahovic. Ottima la conferma di Milenkovic.

Le altre? Le neopromosse (voto 5 cumulativo) hanno sofferto e solo il Monza ha messo mano a una rivoluzione che non si è però completata rispetto alle promesse di giugno. Il Sassuolo (voto 6) ha venduto molto provando a rigenerarsi. Il Torino ha attraversato tutte le fasi, dalla profonda delusione sfociata nella quasi rissa tra Juric e Vagnati, all’arrivo dei rinforzi: voto 5,5.