“De Luca con Schifani? Sarebbe delusione per gli elettori. M5S riprenda il dialogo con il Pd, errore continuare divisi”

Azzurra Cancelleri, a True-news.it, attacca: «La giunta già arranca». E dice la sua su Cateno De Luca senza risparmiare critiche ai vertici del M5S.

Perché potrebbe interessarti l’articolo? Ieri Nuccio di Paola del Movimento 5 Stelle è stato eletto vicepresidente vicario dell’Assemblea regionale siciliana, grazie a una frattura in Forza Italia. Azzurra Cancelleri, a True-news.it, attacca: «La giunta già arranca». E dice la sua su Cateno De Luca senza risparmiare critiche ai vertici del M5S.

Riprendere il dialogo con il Partito democratico in Sicilia per contrastare l’operato della giunta regionale che «arrancherà come quella di Musumeci».

Azzurra Cancelleri, ex deputata ed esponente di spicco del Movimento 5 Stelle in Sicilia, parla della necessità di riannodare i fili del discorso con le forze del centrosinistra, non lesinando qualche critica ai vertici pentastellati: «L’alleanza non si doveva interrompere». Ma l’attenzione si focalizza soprattutto sulla spaccatura avvenuta in Forza Italia nell’Assemblea regionale siciliana, che ha portato all’elezione di Nuccio Di Paola come vicepresidente vicario dell’Ars al posto dell’esponente forzista, Luisa Lantieri.

Così sul possibile supporto alla giunta di Cateno De Luca, Cancelleri incalza: «Sarebbe una delusione per gli elettori che lo credevano contro il sistema».

Il centrodestra in Sicilia mostra le prime crepe con l’elezione come vicepresidente vicario di Nuccio Di Paola del Movimento 5 Stelle, sostenuto da parte di Forza Italia. La maggioranza riuscirà a reggere l’intera legislatura?

Nell’ultima esperienza di governo regionale, il centrodestra ha dimostrato di saper andare avanti per quasi tutta la legislatura, nonostante non ci fosse una maggioranza solida.

Anzi, tutt’altro. L’effetto è però devastante per la Sicilia e i siciliani perché questo significa arrancare e non portare avanti dei provvedimenti che invece sarebbero urgenti e necessari per la Regione. Si punta solo a misure di bandiera che trovano l’accordo di tutti, ma che non hanno un reale impatto sulla vita dei cittadini.

Crede che alla fine l’ex sindaco di Messina, Cateno De Luca, leader del movimento Sud chiama Nord, farà da stampella alla maggioranza?

De Luca ha fatto una campagna elettorale, mi si passi la battuta, come i grillini della prima ora.

In realtà è stato molto più aggressivo nei toni e nei contenuti. Dopo aver detto di essere contro tutti e di non volersi uniformare al sistema per accaparrarsi qualche voto di pancia, dovrebbe rimangiarsi tutto. De Luca rappresenterebbe una delusione, l’ennesima, per gli elettori che hanno creduto in lui e nelle sue posizioni. Anche se, in fondo, lui ha fatto parte, eccome, del sistema.

Quali sono gli effetti del cambio di maggioranza a pochi mesi dall’elezione?

Gli stessi della giunta Musumeci.

Un governo regionale impantanato, bloccato nell’immobilismo, intento solo a conservare poltrone e fare delle nomine. Prevedo l’ennesima legislatura in cui i problemi dei siciliani continueranno ad aggravarsi, con l’assenza di una politica vera di interventi strutturali e con le riforme che sono necessarie da anni.

Il Movimento 5 Stelle e il centrosinistra possono provare a ricucire, diventando un “laboratorio di pace” tra i vari soggetti?

Sarebbe la strada da percorrere e per quanto mi riguarda non si sarebbe dovuta interrompere prima delle elezioni.

Oggi al governo della Regione avremmo potuto esserci noi con il Partito democratico e Cento passi (il movimento di Claudio Fava, ndr). Da soli non si va da nessuna parte. Quindi se c’è un’affinità sui temi, sarebbe miope non ricucire un rapporto che, ripeto, nemmeno doveva essere rotto. Certo, ci sono delle differenze, perché altrimenti saremmo stati lo stesso partito, ma l’intesa si può trovare.

Su quali punti possono arrivare eventuali convergenze?

Con il dialogo si può arrivare a convergere su varie tematiche, a cominciare da quelle che ci dividono come l’impegno per l’ambiente e la gestione dei rifiuti.

Ricordo che sul piano nazionale il Pd ha stretto un’alleanza con i Verdi, dimostrando di avere una sensibilità sulla questione. Su tanti altri dossier c’era una sintonia. Non a caso era stata prevista una candidatura unitaria con il centrosinistra. Quel lavoro paziente è stato bruscamente interrotto dal referente regionale del Movimento 5 Stelle e dal presidente Conte, anche contro il volere di molti di noi del M5S. E personalmente nemmeno io ho appoggiato l’azione di rottura della coalizione. Auspico perciò che si ritrovi quello spirito unitario che ci aveva portato un progetto comune.