Protocollo covid Serie A: cosa cambia con le nuove regole

Protocollo covid Serie A: nuove disposizioni proposte per evitare di bloccare le partite. La decisione finale ora spetta al Cts.

Protocollo covid Serie A: arrivano nuove disposizioni per il calcio di prima fascia soprattutto. L’obiettivo è sempre quello di non fermarsi e andare avanti.

Protocollo covid Serie A

Bisogna salvare il calcio e per fare ciò le partite non possono fermarsi a causa dei contagi che continuano ad esserci nei club di Serie A. “Un punto di equilibrio ragionevole, a tutela sia del mondo sportivo che della salute pubblica”, così il ministro per gli Affari regionali Mariastella Gelmini, intervenendo durante la Conferenza Stato-Regioni.

Si cerca un punto di incontro dunque.

“C’è l’intesa in Conferenza Stato-Regioni sul protocollo con le nuove regole. Positivo il lavoro fatto per arrivare a questo risultato. Grazie a Vezzali, Speranza, Fedriga, a tutti i governatori, e al mondo dello sport. I campionati vanno avanti, ha proseguito il ministro.

Le nuove disposizioni ci sono e la palla ora passa al Cts. “E’ un risultato – ha dichiarato il presidente della Figc Gravinadi cui siamo molto soddisfatti, frutto dell’ottimo lavoro svolto con tutte istituzioni, in particolare col Governo, una collaborazione in cui da sempre si riconosce la nostra federazione.

Il calcio ha bisogno di dialogo, di regole chiare e di responsabilità e il nuovo protocollo nasce su queste basi. Auspico che anche il Cts riconoscerà l’impegno e gli sforzi quotidiani del nostro movimento per la tutela della salute”.

Cosa cambia con le nuove regole

Le poche modifiche apportate al protocollo sono state fatte per proseguire i tutti i modi in campionato anche con i contagi in squadra. Tutela anche per i tifosi ovviamente.

  • Il punto principale riguarda lo stop: il blocco dell’intera squadra è possibile se il numero di positivi è superiore al 35% dei componenti del gruppo atleti.
  •  L’isolamento per i positivi e test continui per 5 giorni per i contatti ad alto rischio, con obbligo di indossare la FFP2 se non si effettua attività sportiva, indipendentemente dallo stato vaccinale.
  • Riguardo al tifo c’è già una nuova disposizione. 16 e il 23 gennaio 5mila spettatori è il massimo di presenze negli stadi per contrastare l’emergenza Covid, con i settori ospiti chiusi per evitare trasferimenti di tifosi da una città all’altra.