Milano-Cortina 2026, avanti più per inerzia che per convinzione

Sulle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026. La situazione infatti manageriale-politica ha il barometro sempre tra il brutto ed il bruttissimo

Non sono giornate serene per lo sport italiano, a livello dirigenziale, imprenditoriale, strutturale. Delle polemiche legate a quel romanzo dell’assurdo che è la vicenda del nuovo stadio di Milano, di cui abbiamo già parlato su true-news.it riportando tutti i fatti ed i retroscena. Ma non è che altrove vada meglio. E per altrove indichiamo il principale appuntamento sportivo del prossimo decennio: le Olimpiadi di Milano-Cortina 2026. La situazione infatti manageriale-politica ha il barometro sempre tra il brutto ed il bruttissimo, ovviamente il tutto coperto da un bel manto di serenità e sorrisi di facciata con i quali si cerca di camuffare problemi e soprattutto contrasti.

E ce n’è di tutti i tipi

Che ad esempio su Vincenzo Novari, il ceo di Milano-Cortina 2026, non è che ci sia entusiasmo generale è cosa risaputa da mesi. Ma se, prima di Natale, il suo addio all’avventura veniva dato per certo, nelle ultime settimane la situazione sembra essersi in qualche maniera bloccata. Non fatevi ingannare: non è che adesso tutte le componenti in campo siano con lui al 100%, è solo diventato più complesso cambiarlo, anzi spostarlo in un altrettanto importante ruolo.

E così si continua e forse si arriverà fino alla fine. Il conto alla rovescia di sicuro è dalla sua parte: più le Olimpiadi si avvicinano e più solida è la sua poltrona.

L’altra grande sfida (interna)

Non è infatti mistero che i rapporti tra il numero 1 dello Sport italiano, il presidente del Coni Giovanni Malagò, ed il sottosegretario allo sport del Governo, l’ex schermitrice Valentina Vezzali, non siano dorati.

Ma anche qui non ci si può fare nulla. Bisogna convivere anche perché in questo caso l’orizzonte dell’addio ha una data certa e molto più vicina. Le prossime elezioni politiche saranno nel 2023 (primavera) e a quel punto chissà che ne sarà della Vezzali e chi ci sarà al suo posto.

La politica, appunto

Un altro dei grossi problemi di tutta questa vicenda è che gli enti sono molteplici: c’è il Governo, ovvio, quello di oggi a guida Draghi e senza bandiere, e quello del 2023 (o quelli) dove invece di bandiere e indirizzi ce ne saranno di sicuro.

Bandiere che forse non combaceranno con chi guida le Regioni. Tanto per essere chiari: Lombardia e Veneto sono a guida Lega. Avere un governo dei centrodestra sarebbe sicuramente più vantaggioso per la serenità di tutto e tutti. Ma anche qui c’è già chi guarda avanti, con le voci che girano attorno a Palazzo di Lombardia dove un successo alle prossime regionali del cdx non è per nulla data per scontata…

Poi ci sono i comuni o le comunità varie

Basti ad esempio farsi una chiacchierata con chi da anni vive e gestisce attività, economia, sport, turismo etc etc etc in Valtellina e che hanno i nervi a fior di pelle dato che la speranza di avere una strada ad alta percorrenza in tutta la valle per agevolare il viaggio verso Bormio e le sue piste è svanita nel nulla. Speranza che hanno ormai abbandonato dopo decenni di promesse non mantenute.

Insomma, si va avanti più per inerzia che per convinzione. Anche perché sono in molti quelli a sapere che nel 2026, quando ci sarà da raccogliere gli onori di tutto il lavoro, loro non saranno più a capo di nulla, come è oggi, ma saranno spettatori. E sai la rabbia…