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Matteo Salvini e Giovanni Malagò, quella cena che profuma di Real Politik

La cena tra Matteo Salvini e Giovanni Malagò segna un tentativo di riavvicinamento tra le due parti dopo i dissidi dell'epoca gialloverde

Real Politik. Due parole che possono voler dire poco o tanto. Dipende ovviamente dalla situazione e dai protagonisti. Ed è qui che la cosa si fa interessante. Perché i protagonisti sono Matteo Salvini e Giovanni Malagò e la situazione una cena, quasi un tete a tete nientemeno che al Circolo Aniene, casa del numero 1 del Coni.

Lega-Coni, prove di avvicinamento

Tutto merito, si racconta, del lavoro di intermediazione di Francesco Zicchieri, deputato leghista, sempre più considerato dal segretario che lo avrebbe accolto nel suo famoso (ma esisterà davvero?) «cerchio magico».

Dai contrasti Governo-Coni dei Gialloverdi alla nuova Real Politik della Lega

Bisogna quindi fare un passo indietro, al 2018, ai tempi del governo gialloverde; Salvini e operativamente Giancarlo Giorgetti tra le prime decisioni prese con la legge di Bilancio di fatto istituì la società Sport & Salute (gestita direttamente da Palazzo Chigi) dove venne destinato il 90% dei fondi solitamente diretti al Coni, cioè a Malagò…

Inutile dire che il numero 1 dello Sport italiano, rimasto senza un euro e quindi depotenziato, non la prese bene e che certi nomi siano finiti scritti in grassetto sulla sua lista nera personale. Insomma, quella che allora cominciò fu una sana e rispettosa guerra tra le parti.

Giovanni Malagò, un uomo all’apice dopo i risultati olimpici

Poi però passa il tempo, cambiano i governi, i soldi tornano al Coni che, in più vive l’estate più vincente e splendida dello sport italiano. Con Malagò a livelli di gradimento incredibili.

In tutto questo anche Salvini è cambiato: basta felpe, meno sparate ed un atteggiamento di vicinanza (con qualche distinguo, sia chiaro) al Premier Draghi al punto da trasformarlo nel più draghiano dei draghiani. Percorsi politici con un obiettivo certo: lo scranno del (prossimo) Governo.

In molti (si dice anche Verdini Senior, molto ascoltato vista la love story che va avanti ormai da tempo con la figlia) hanno consigliato al leader della Lega un atteggiamento più pacato, europeista, e «politico», compresi sorrisi con chi prima era un nemico giurato ma che, essendo potente e strutturalmente inserito nel sistema di potere della Capitale, non si può e non si deve combattere.

Matteo Salvini e Giovanni Malagò: armistizio o pace vera?

E così ecco la cena al Circolo Aniene, i sorrisi, le chiacchiere, i complimenti reciproci. Ed il commento sulla cena che gira tra i parlamentari leghisti a cui si chiede conto di questo appuntamento misterioso (che si è anche provato a tenere il più nascosto possibile): Real Politik.

Perché alla fine ad un Salvini che punta al Governo fa comodo non diciamo l’appoggio ma nemmeno che il capo del Coni, lanciatissimo, gli si metta di traverso; e a Malagò faccia altrettanto comodo che nessuno, soprattutto se mai questo qualcuno dovesse mai arrivare a Palazzo Chigi, si possa mettere di mezzo in quella che forse è l’ultima grande partita (e vetrina): le Olimpiadi Milano-Cortina 2026.

Resta solo da capire una cosa. Se dietro i sorrisi i due abbiano davvero imparato a fidarsi l’uno dell’altro. Se tra un antipasto ed un secondo sia nato davvero una sorta di collaborazione, sia stato firmato un armistizio degno di tale nome o sia stata tutta e solo una manovra di facciata.