Marcell Jacobs, i “problemini fisici” e quelli con la stampa

Nell’ambiente l’oro olimpico dei 100m non sta particolarmente simpatico. Soprattutto per i problemi che ci sono con la stampa.

“Cosa ti avevo detto?”. E’ da poco cominciata la notte italiana quando sulle chat whatsapp di diversi giornalisti e addetti ai lavori dell’atletica italiana compare questo messaggio. Tutto parte, ovviamente, dall’annuncio di Marcell Jacobs che non parteciperà per infortunio alla semifinale dei 100 metri ai mondiali in corso a Eugene.

I dubbi, è giusto dirlo, non riguardano la bontà e la “pulizia” dei successi di un anno fa alle Olimpiadi di Tokyo (insomma, non si parla di doping) ma si limitano a questa stagione costellata da un problema fisico dopo l’altro.

Di fatto Jacobs non è riuscito a correre un 100 metri piani di livello internazionale contro avversari di livello internazionale. Quindi erano in molti, ovviamente in silenzio, a scommettere sulla comparsa del “problemino fisico” durante la competizione.

Nell’ambiente l’oro olimpico dei 100m non sta particolarmente simpatico

Anche perché nell’ambiente, e anche questo in silenzio, non è che l’oro olimpico dei 100m stia particolarmente simpatico. Soprattutto per i problemi che ci sono con la stampa.

Chi lo gestisce infatti viene poco apprezzato; “Sono settimane che provo a contattarlo, niente…”. “Ho scritto e chiamato, nessuna risposta”. Lamentele come queste sono ormai la prassi nel mondo del giornalismo specializzato sull’atletica leggera. Jacobs, sia chiaro, è un uomo copertina come pochi altri e gestirlo dal punto di vista della visibilità non è certo facile. Ed uscite, interviste, articoli e speciali vari non sono mancati. Ma l’accusa, anzi, la cosa che infastidisce un po’ l’ambiente, è che tutto avvenga nei tempi e nei modi stabiliti da Jacobs (e dal suo entourage).

Periodi di visibilità a cui seguono momenti di assenza e silenzio totali.

Inutile dire che in tutto questo c’è anche una sottile forma di invidia. Tra le persone che seguono la comunicazione dell’atleta c’è infatti chi con quel mondo non ha mai avuto nulla a che fare. Un corpo estraneo, quindi, all’ambiente. E l’ambiente, come ogni organismo vivente cerca di respingere tutto ciò che è diverso, insomma, fatica ad accettare cose (e persone) nuove.

Così ecco i messaggi della notte, con annesso un pizzico di soddisfazione…