Il problema Sainz e la giornata nera della Ferrari

Quella passata è stata per lo sport italiano una domenica rossonera. Non solo del calcio: per la Ferrari, è stata la giornata più nera della stagione.

Quella passata è stata per lo sport italiano una domenica rossonera. Ma non parliamo solo del calcio; per la Rossa, la Ferrari, è stato infatti la giornata più nera della stagione.

Quello che a metà gara sembrava un comodo successo di Leclerc si è trasformato nella più pesante delle batoste. Già alla vigilia le ultime prestazioni soprattutto in gara  vedevano una Red Bull più veloce, di due tre decimi. Maranello così, si presentava a Barcellona con tutta una serie di modifiche e novità varie che dovevano servire a colmare questo gap. La giornata di venerdì cominciava benino; bene il giro secco, pessimo il passo gara. Sabato però oltre alla Pole Position di Leclerc, anche sul passo le cose sembravano tornate ottimali nei confronti con la vettura anglo-austriaca.

I guai di domenica: Sainz parte pessimo, Leclerc fa il resto

Domenica però i guai: cominciava Sainz prima con una partenza pessima, poi con un errore che ne pregiudicava la gara (non il primo errore stagionale dello spagnolo di cui ci occuperemo più avanti). Poi il turbo che appiedava Leclerc comodamente in vantaggio faceva il resto: doppietta Red Bull e Verstappen che conquistava pure la vetta del mondiale piloti. Un disastro.

Il problema Sainz

Tutto questo poi fa crescere nuovi punti di domanda: fino a ieri infatti la Ferrari era ritenuta affidabile e la Red Bull diciamo più «delicata». Da oggi non c’è nemmeno questa certezza tra i tecnici della Rossa che tra l’altro hanno visto anche un’altra vettura motorizzata Ferrari, la Alfa Romeo di Zhou, costretta al ritiro. C’è poi il problema Sainz, che ora è un vero problema. Sia chiaro. Nessuno, nemmeno lui, ha mai pensato che in squadra i rapporti con Leclerc fossero di assoluta parità, bugie. C’è sempre stata una prima guida ed una seconda. E questo inizio di stagione ci ha mostrato chiaro e limpido il perché. Il pilota spagnolo infatti sta accumulando una serie di errori ormai troppo lunga già per un’intera stagione. Figuratevi per un mondiale solo alla sesta gara.

Tutti gli errori di Sainz

A Melbourne un errore nei primi giri (quando navigava per problemi in prova attorno alla decima posizione) lo metteva fuori gara. Ad Imola poi lo schianto alla rivazza durante le libere ne limitava la posizione in griglia. Ed al via, sempre a centro gruppo, il contatto con Ricciardolo metteva nella ghiaia; seconda gara finita. A Miami altro schianto nelle libere ed al via della gara si faceva superare da Verstappen. Ieri la partenza sbagliata e l’uscita ancora sull’amata ghiaia. Questo quanto. Il problema è che in un mondiale equilibrato avere uno scudiero presente ed affidabile (basta guardare Perez) è fondamentale per frenare e togliere punti ai rivali. Sainz invece sta facendo male, malissimo.

La “gufata” dei telecronisti di Sky

C’è poi una cosa che ha infastidito molti. Ieri i telecronisti di Sky si sono meritati l’ambito premio di Striscia la Notizia per la «Gufata». Al momento del pit stop di Leclerc, con i meccanici che cambiavano le gomme in 2,2 secondi, uno dei commentatori si faceva scappare un «tutto perfetto, perfetto…» che portava migliaia di tifosi con le mani nelle parti basse. Non contenti le voci insistevano. E via con l’elenco delle fragilità della Red Bull («A Verstappen non funziona il drs…», «hanno avuto problemi di pescaggio della benzina…»). Troppo anche per la sorte che così faceva sentire la sua. «Un bel tacer non fu mai scritto», sosteneva qualcuno… Mettere in pratica per cortesia.