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“Non è mica il MotoGP”: il pubblico della vela contro le urla di Guida Meda

Guido Meda alle prese con le critiche per la sua telecronaca dell'America's Cup, in onda su Sky, che sembra troppo quella del motomondiale.

“Randa a martello!!!”. C’è una cosa, forse l’unica, che sta infastidendo i telespettatori di Sky appassionati di Coppa America. E non stiamo parlando delle barche, gli Ac75, vere e proprie Formula 1 del mare (capaci di raggiungere 50 nodi con 20 nodi di vento reale grazie ai foil che le fanno volare sull’acqua) ma delle telecronache di Guido Meda.

L’idea della Pay Tv è chiara: copiare il modello di commento un po’ gridato e tifoso in voga per la MotoGp (e nemmeno quella piace a tutti. Ma ci sta) e portarlo verso uno sport meno conosciuto per poterlo rendere un po’ più popolare. Il problema è che la vela è roba da appassionati-esperti. E a questi “l’urlatore” proprio non va giù. Lo dimostrano i commenti sui social in cui in maniera più o meno elegante si chiede semplicemente una cosa “ma perché urla?”. Ecco, perché?  

L’orario, poi non aiuta; le regate si svolgono in piena notte e la gente che si guarda la diretta è già sveglia per miracolo e soprattutto ha tutto tranne che voglia di mettersi “in piedi sul divano”, altro slogan che fa accapponare la pelle. La speranza è che Meda, persona e professionista intelligente e preparato, sappia imparare dai propri errori e cambiare rotta. Altrimenti, nessun problema, basta cambiare canale e passare a Rai Sport dove, per una volta, il commento è perfetto per tono e competenza.

(Foto: America’s Cup)